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Inceneritore, gli ambientalisti: "Stop ad altri rifiuti"

Per il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste "non è possibile in alcun modo accettare un rinnovo delle condizioni di quantità incenerite e di emissioni in atmosfera della precedente Aia"

Sulla questione di portare all'inceneritore di Forlì i rifiuti da fuori provincia interviene anche il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste. "Hera ha chiesto il rinnovo dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l'impianto di incenerimento di Forlì - premettono gli ambientalisti - Si tratta del provvedimento che consente l'attività di incenerimento, fissandone le condizioni di funzionamento in rapporto a vari aspetti ambientali che l'attività stessa va ad influenzare (emissioni in atmosfera, scarichi idrici, rifiuti prodotti, materie prime consumate, energia consumata e prodotta)".

"La valutazione degli enti che esaminano la richiesta di AIA (Provincia, Comune, ARPA, ASL, ed altri) deve inoltre tenere conto delle B.A.T., Best Available Techniques, cioè delle migliori tecniche disponibili per ridurre gli impatti di questi impianti sull'ambiente - illustra il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste -. L'AIA ha una validità di 5 anni, e infatti quella per l'impianto forlivese è in scadenza, visto che è stata rilasciata nell'aprile 2008 dalla Provincia di Forlì-Cesena, ente responsabile dell'iter".

Continuano gli ambientalisti: "a quanto pare Hera ha chiesto una sostanziale conferma dell'Aia in scadenza, mantenendo inalterata la quantità massima di rifiuti da incenerire: 120.000 tonnellate all'anno, ma avvelendosi della possibilità di bruciare materiale proveniente da tutta la Regione. Questo, secondo l'interpretazione di Hera, della legge regionale 23/2011 che istituisce l'Ambito Territoriale Ottimale unico, coincidente con la Regione stessa, dopo la soppressione degli ATO provinciali".

"La legge in realtà dice molto altro, anche se il sospetto che si sia cercato di scriverla in ossequio alle esigenze delle multiutility (esigenze di lucro e non tanto di qualità del servizio) è più che fondato - sottolineano gli ambientalisti -. Proprio all'art. 1 dice per esempio che occorre attenersi "ai principi fondanti il patto con le generazioni future e il loro diritto a fruire di un integro patrimonio ambientale". e perseguire "l'obiettivo della massima tutela dell'ambiente e della salute dell'uomo. A tal fine realizzano politiche tese a minimizzare la quantità di rifiuti da smaltire""

Viene inoltre ricordato che "negli ultimi 5 anni invece, a fronte di un incremento della raccolta differenziata che ci vede lontanissimi dagli obbiettivi fissati, la Provincia di Forlì-Cesena è salita al vertice della produzione di rifiuti in Italia (che significa essere tra i primi anche in Europa). Negli ultimi mesi è stata presentata in Consiglio Regionale una Legge di Iniziativa Popolare sulla gestione dei rifiuti, dichiarata ammissibile dalla Consulta Regionale di Garanzia nell'ottobre scorso".

Gli ambientalisti ricordano anche "i risultati del Tavolo sulle diossine, che confermano la contaminazione dei territori interessati dalle emissioni dell'inceneritore, con il forte richiamo dell'Ordine dei Medici ad un principio fondamentale di tutela della salute pubblica, tenuto davvero in poco conto dalle classe politica, che è quello di precauzione".

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste ritiene "che sia necessario rivedere in maniera approfondita, alla luce dei principi di tutela della salute e dell'ambiente, la gestione dell'inceneritore, e che non sia possibile in alcun modo accettare un rinnovo delle condizioni di quantità incenerite e di emissioni in atmosfera della precedente Aia, visto che questo significherebbe ignorare i principi stessi delle leggi vigenti, il monito dell'Ordine dei Medici e corretti criteri economici"


"La filiera incenerimento/discarica non può essere infatti considerata la migliore tecnica disponibile per la gestione dei rifiuti né dal punto di vista occupazionale, né da quello della tariffario, che pesa, e peserà sempre più, sulle tasche dei cittadini - continuano gli ambientalisti -. Chiediamo che la Relazione Finale del Tavolo delle diossine venga presentata e discussa pubblicamente nei Consigli Comunale di Forlì (come il sindaco Balzani si è ufficialmente impegnato a fare) e Provinciale, dai quali ci attendiamo precise prese di posizione sul tema, in coerenza con la Legge di Iniziativa Popolare sui rifiuti di cui proprio il Comune di Forlì è il principale sottoscrittore".

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