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"Inceneritori, la gente si sta ammalando entro i limiti di legge?"

""Ci uniamo al sarcastico ed amaro applauso dei residenti, al termine della lettura della sentenza con la quale il giudice ha assolto con formula piena i rappresentanti di Hera e Mengozzi"

“Ci uniamo al sarcastico ed amaro applauso dei residenti nel quartiere di Coriano, al termine della lettura della sentenza con la quale il giudice ha assolto con formula piena i rappresentanti delle Società Hera e Mengozzi dal reato di inquinamento ambientale. A nulla sono valse perizie documentatissime a supporto della Pubblica Accusa, né attestazioni di grave malattia e di morti per tumore, puntualmente evidenziate al giudice, per dimostrare anche in sede giudiziale, come era lecito aspettarsi, quello che la scienza e le statistiche ci dicono: che l’incenerimento ha un’incidenza non trascurabile nelle problematiche sanitarie del territorio”: gli ambientalisti del WWF Forlì e del Clan-Destino non ci stanno di fronte alle assoluzioni.

E ancora: “Una risultanza attestata poco più di un mese fa dall’Ordine dei Medici che, nel documento conclusivo del Tavolo delle Diossine, ha scritto, con dati e statistiche incontrovertibili, il vero e definitivo atto d’accusa contro questi impianti di incenerimento. Un pericolo ambientale e per la salute umana che evidentemente nella corte del tribunale di Forlì non ha avuto piena eco, mentre è ormai opinione generalizzata nei nostri concittadini.”

E ancora: “Un rischio per l’ambiente evidenziato dall’oncologa Patrizia Gentilini, di fronte ad una vasta e partecipe platea in occasione della serata organizzata da Clan-Destino, in cui ha parlato di sconvolgenti risultati di 56 indagini condotte dall’Asl per la ricerca di diossine, furani e Pcb eseguiti nel 2011 in allevamenti rurali del forlivese. Dal dossier emerge una gravissima contaminazione del territorio da parte di questi inquinanti. Infatti, in base alla attuale normativa, su 61 campioni complessivi solo 25 sono conformi; in particolare su 12 galline ruspanti solo 2 rientrano nei limiti e su 24 campioni di uova solo 13. Se poi i risultati vengono giudicati tal quali senza togliere l’incertezza analitica delle 12 galline una sola potrebbe essere consumata”.

Sempre gli ambientalisti: “Per non parlare dello studio internazionale Enhance Health che ha evidenziato: “un aumento di mortalità per tutti tumori, con un incremento variabile dal +17%, al + 26%, al +54%  a seconda dei vari livelli di esposizione. Ci troviamo quindi in una situazione di grave misconoscimento del problema inceneritori, risolto spesso con la frase “i valori delle emissioni rientrano entro i limiti di Legge”.

“Come spiegato, sempre nella stessa serata organizzata da Clan-Destino dal Dr. Ruggero Ridolfi: “è necessario sapere che la soglia o il limite non si allinea mai al numero zero, ma che il legislatore mette in conto a livello statistico un certo numero di morti e di quella triste contabilità la vittima è innanzitutto il cittadino”. Inoltre questi “limiti di legge” sono ricchi di paradossi e contraddizioni; infatti cambiano da paese a paese e spesso si modificano in base ai tempi alle volontà politiche sociali ed anche economiche. Questo sta a significare forse che i cittadini colpiti da tumori e da patologie cancerogene si stiano ammalando entro i limiti di legge?”

“Aldilà della sentenza che ha visto prosciolti i manager degli inceneritori pubblico e privato di Hera e Mengozzi, e in attesa di conoscerne le motivazioni, ribadiamo, che come Associazioni a tutela della salute e dell’ambiente continueremo a produrre documentazione in merito, ad informare i cittadini e chiederemo a loro di mobilitarsi in massa per costruire effettivamente tutte quelle alternative, già praticabili, che consentano nel più breve tempo possibile la chiusura degli inceneritori. Il tutto in coerenza con la legge di iniziativa popolare sui rifiuti, da noi elaborata e in attesa di calendarizzazione presso il Consiglio Regionale. Auspichiamo infine che la Pubblica Accusa, alla quale non faremo mancare il nostro convinto appoggio, si appelli in secondo grado contro la sentenza di assoluzione”.

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