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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Inceneritori, Roma impone i rifiuti da fuori Regione? Bellini: "Continueremo la battaglia"

L'allarme arriva dal Fatto Quotidiano, che riporta come con il decreto Sblocca Italia, sul tema dell'ambiente, il governo tornerebbe alle politiche dell'ex ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, se rispettasse le prime bozze del provvedimento

L'allarme arriva dal Fatto Quotidiano, che riporta come con il decreto Sblocca Italia, sul tema dell'ambiente, il governo tornerebbe alle politiche dell'ex ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, se rispettasse le prime bozze del provvedimento. Si parlerebbe, nel piano nazionale degli inceneritori, addirittura della costruzione di nuovi impianti e, battaglia nella quale Forlì ha combattuto a denti stretti, dell'arrivo dei rifiuti da bruciare da fuori Regione. L'assessore all'Ambiente del Comune di Forlì, Alberto Bellini, dichiara a Forlitoday: “Se dovesse essere così richiamerò tutti i sindaci dell'Emilia-Romagna e porteremo avanti una battaglia politica molto dura”.

Bellini ovviamente ribadisce che finchè non avrà un documento in mano non si muoverà. Il deputato Marco di Maio spiega che la discussione in Parlamento non è ancora iniziata, in quanto il testo, approvato dal Consiglio dei Ministri, non è ancora disponibile sulla Gazzetta Ufficiale. “E' prematuro parlarne perchè non ne conosciamo i contenuti – spiega – se così fosse ci batteremo perchè, considerando che dal questo punto di vista l'Emilia-Romagna è diversa da molte altre Regioni italiane, vogliamo portare avanti la nostra posizione” . L'assessore ricorda che tutti i sindaci della Regione scrissero anno scorso al ministro Orlando, ribadendo la contrarietà all'arrivo negli inceneritori dei rifiuti extra-regionali e la stessa lettera fu consegnata, da Bellini stesso, all'attuale ministro Galletti, in visita a Forlì lo scorso aprile. Nel frattempo sul suo blog ribadisce le sue posizioni, che sarebbero il punto di partenza di una eventuale nuova battaglia.

“Roberto Balzani - ricorda - è stato motore primo dell'iniziativa dei sindaci dell'Emilia-Romagna, che da novembre 2013 hanno manifestato la loro indisponibilità ad accogliere rifiuti extra-regionali negli impianti di incenerimento, ma sono disponibili a trattare i rifiuti extra-regionali per recupero e selezione e dell'idea della società post-incenerimento”.  

“La riduzione della spesa pubblica, attraverso la razionalizzazione e migliore organizzazione dei servizi, e attraverso la riduzione delle società che non erogano servizi pubblici è una scelta necessaria e pienamente condivisibile del Governo. Condivido in questa ottica l'analisi di Confservizi e Federutility e, in particolare, il superamento della contrapposizione tra pubblico e privato, tra locale e nazionale, in favore di una distinzione tra imprese efficienti e non efficienti -  scrive Bellini - Per il settore rifiuti, ad esempio, la vera spending review è la realizzazione degli obiettivi comunitari riduzione e prevenzione della produzione dei rifiuti e recupero e riciclo e uso residuale dello smaltimento e del recupero energetico. Infatti,  il mancato perseguimento degli obiettivi nazionali (65% di raccolta differenziata) ed europei (50% di recupero), si traduce in rilevanti perdite dal punto di vista economico. La realizzazione della società post-incenerimento, può rappresentare uno strumento per raggiungere il doppio dividendo: sostenibilità ambientale e crescita economica”.

Alcune proposte alternative al piano nazionale degli inceneritori, che è in discussione in Parlamento.

“ll recupero di materia significa risparmio di energia, poiché la produzione di prodotti a partire da materie prime seconde è significativamente più conveniente, rispetto alla produzione con materie prime vergini. Il recupero di materia consente di risparmiare una quantità di energia da 3 a 5 volte superiore al recupero di energia (incenerimento). Un incremento del 15% del riciclo si traduce in circa 230 milioni di euro di minori spese per consumi energetici e in 250 milioni di euro di risparmio per le tariffe del servizio rifiuti su circa 10 miliardi di costo complessivo, secondo le analisi riportate qui. - scrive l'assessore sul suo blog -  Inoltre, ulteriori 150 milioni di euro sarebbero risparmiati per i costi indiretti: impatti ambientali e sanitari, quali: acidificazione, emissioni di metalli pesanti e ceneri dagli impianti di incenerimento. Infine, l'aumento del riciclo e della raccolta differenziata metterebbe a disposizione almeno 4 milioni di tonnellate di materie prime seconde addizionali, disponibili per la produzione di carta, plastica, vetro e imballaggi”.

“Queste valutazioni cambiano il punto di vista sulle analisi economiche e normative, poiché l'aumento delle quote di riciclo è impossibile da raggiungere attraverso la sola efficienza industriale e finanziaria dei gestori. La maggior parte dei vantaggi economici 230 milioni di euro di risparmio energetico e 150 milioni di euro di esternalità non sono a diretto beneficio del gestore del servizio, ma della comunità e del sistema economico nel suo complesso. Anzi, il gestore del servizio, se orientato a principi di efficienza economica e industriale, privilegerà quelle attività a maggiore marginalità economica diretta, ovvero il recupero di energia (incenerimento), a danno del sistema economico nazionale. E' quindi necessario definire meccanismi di regolazione e incentivazione rigorose, che consentano di garantire contemporaneamente la massima efficienza economica delle imprese di gestione dei servizi, ma anche l'incremento del recupero di materia e del riciclo”, sostiene Bellini.

“Ulteriori economie si potrebbero raggiungere con la prevenzione, ovvero riducendo le quote di materiali non riciclabili immessi a consumo, e aumentando le percentuali di materiale intercettato, attivando i meccanismi di responsabilità estesa al produttore. A tale scopo è necessario rivedere il sistema di contributi ambientali obbligatori, ovvero i contributi che i produttori di imballaggi pagano per unità di peso e tipologia di imballaggio. Nel 2013 sono stati versati complessivamente 320 milioni di euro, che sono un ulteriore costo indiretto del servizio rifiuti”, chiude l'assessore.

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