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Cronaca Modigliana

Indagine sui falsi lavori pubblici, l'ex funzionario del Comune chiede il patteggiamento offrendo un risarcimento fino a 140mila euro

Nei due anni controllati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì, da metà del 2018 alla prima metà del 2020, tale sistema si sarebbe replicato decine di volte di volte, per un totale di 135mila euro di denaro pubblico

Si avvia verso la chiusura anche per Flavio Magalotti, figura centrale della vicenda giudiziaria, il processo per peculato, falso e turbativa d'asta intorno all'affidamento degli appalti del Comune di Modigliana. Secondo le accuse, risorse finanziarie sottratte dai conti municipali per piccoli lavori di manutenzione di ogni tipo, le cui fatture venivano messe a pagamento anche se poi tali interventi di fatto non erano stati eseguiti da parte di ditte compiacenti.

Nei due anni controllati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì, da metà del 2018 alla prima metà del 2020, tale sistema si sarebbe replicato una quarantina di volte, per un totale di 110mila euro di denaro pubblico uscito dalla casse del municipio. Nuovi approfondimenti investigativi avevano permesso di individuare poi una seconda tranche di lavori pagati dal Comune di Modigliana ma anche in questo caso mai eseguiti, per un valore di altri 25mila euro, portando grossomodo a 140mila euro il denaro movimentato da questo "sistema" nel solo periodo oggetto di indagine.

I tre principali indagati della vicenda sono l'ex responsabile comunale dei Lavori pubblici di Modigliana Flavio Magalotti, e alcuni imprenditori tra cui Stefano Fabbri, ex presidente del Forlì Calcio e imprenditore edile, e Stefano Cavina, imprenditore edile di Tredozio. Nell'udienza che si è tenuta mercoledì mattina in Tribunale a Forlì è stata quindi formalizzata la richiesta di patteggiamento avanzata da Magalotti, su cui sia la Procura della Repubblica che il Comune di Modigliana hanno dato il loro assenso. La gup Ilaria Rosati si è quindi riservata una decisione fino al 15 febbraio, data dalla prossima udienza. Magalotti potrebbe chiudere le sue pendenze con la giustizia con una pena concordata tra le parti a tre anni, a cui si aggiunge un ulteriore risarcimento al Comune di Modigliana, dopo i 70mila euro già versati lo scorso marzo. Altri 70mila euro, secondo lo schema di patteggiamento, dovrebbero essere versati al municipio da parte di Magalotti, per un totale di 140mila euro. La proposta è appunto all'esame del giudice.

In questo modo il processo, salvo due indagati tra le figure minori, potrebbe avviarsi alla chiusura con i patteggiamenti, che blindano in questo modo la ricostruzione dell'accaduto fatta dalle indagini, scattate dopo l'insediamento della nuova amministrazione comunale del sindaco Jader Dardi. Stefano Fabbri (difeso dall'avvocato Fabrizio Bellavista) ha già ottenuto l'ok per un patteggiamento a un annno e 10 mesi ed anche Cavina ha già formalizzato una richiesta di patteggiamento da tempo. Ed ora si aggiunge anche Flavio Magalotti (difeso dall'avvocato Vittorio Manes).

Operazione "Feudo"

L'inchiesta

L'inchiesta dei carabinieri aveva preso il nome di 'Feudo' perché questo era diventato, per le accuse, il Comune di Modigliana per l'ex responsabile comunale dei Lavori pubblici Magalotti. Lui, infatti, sempre secondo la ricostruzione della Procura, affidava piccoli lavori di manutenzione di ogni tipo, lui certificava l'esito dei lavori e autorizzava la Ragioneria di mettere a pagamento le fatture, anche se poi tali lavori di fatto non erano stati effettivamente eseguiti da ditte compiacenti. Nei due anni controllati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì, da metà del 2018 alla prima metà del 2020, tale sistema si sarebbe replicato una quarantina di volte, per un totale di 110mila euro di denaro pubblico uscito dalla casse del municipio. Nuovi approfondimenti investigativi avevano permesso di individuare poi una seconda tranche di lavori pagati dal Comune di Modigliana ma anche in questo caso mai eseguiti, per un valore di altri 25mila euro

Tantissimi gli interventi dove sarebbero girati pagamenti per lavori non effettuati o effettuati solo parzialmente: la riqualificazione dell'ex macello comunale da adibire a centro polivalente, il ripristino di parchi pubblici, lavori nelle scuole come recinzioni, recupero di muri ammalorati dall'umidità, rifacimenti di bagni, recinzioni di campo sportivo e cimiteri, manutenzione di mezzi pubblici quali per esempio la sostituzione delle gomme ai camion, lavori stradali come le cunette, manutenzione degli impianti pubblici, lavori al museo San Rocco. I lavori alla fine non venivano realizzati oppure eseguiti da operai comunali o altre ditte.

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