Inchiesta Livia Tellus, la Procura chiude le indagini e formalizza le accuse

La Procura di Forlì ha chiuso l'inchiesta su “Livia Tellus” che lo scorso novembre ha visto il suo apice con la consegna di avvisi di garanzia

La Procura di Forlì ha chiuso l'inchiesta su “Livia Tellus” che lo scorso novembre ha visto il suo apice con la consegna di avvisi di garanzia al sindaco Davide Drei, all'ex presidente della holding delle partecipazioni nelle società pubbliche “Livia Tellus” Gianfranco Marzocchi, ed infine al direttore generale Vittorio Severi. I reati contestati dall'inchiesta sono quelli di falso ideologico e abuso d'ufficio, vale a dire le accuse “classiche” per funzionari e politici che, negli atti, non avrebbero rispettato la normativa.

La questione è ormai nota: nel passaggio da “Livia Tellus” come società del Comune di Forlì a società dell'Unione dei Comuni è stato riconosciuto un aumento di stipendio tra parte fissa e parte collegata a risultati a Gianfranco Marzocchi. Un compenso effettivamente basso e molto più basso di figure equivalenti in società dello stesso tipo degli altri Comuni (era di 8.000 euro annui per la gestione di una società con un patrimonio da centinaia di milioni di euro), ma che per le diverse normative che si sono succedute negli ultimi anni, miranti proprio a contenere le spese nell'immensa selva di società pubbliche, non si sarebbe potuto aumentare. Almeno non in quel modo.

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Secondo l'inchiesta, gestita da pm Francesca Rago e Laura Brunelli (sotto la supervisione del procuratore reggente Filippo Santangelo) questo avrebbe dato un indebito vantaggio patrimoniale a Marzocchi di circa 25mila euro l'anno per due anni. Per raggiungere quest'obiettivo, secondo l'inchiesta, sarebbero stati fatti dei falsi in atti ufficiali, partendo dai “visti di regolarità”. Insomma, atti viziati che infine avrebbero prodotto la maggiorazione di stipendio a Marzocchi. Con la chiusura delle indagini, come informano i quotidiani nell'edizione di giovedì, ora tutte le carte della Procura sono nelle mani delle difese in vista della prossima udienza preliminare. L'atto di richiesta di rinvio a giudizio formalmente è un atto a parte e successiva alla chiusura delle indagini, ma data la mole di contestazione della Procura è un atto pressoché scontato. In questa fase gli indagati potranno chiedere di essere sentiti a loro discolpa.

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