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Cronaca

Inchiesta Livia Tellus, Drei brucia le tappe e chiede subito il processo col giudizio immediato

Chiede di accelerare il processo che lo vede indagato e di saltare la fase del rinvio a giudizio, per approdare direttamente davanti al giudice

Chiede di accelerare il processo che lo vede indagato e di saltare la fase del rinvio a giudizio, per approdare direttamente davanti al giudice di merito che dovrà valutare le accuse. Tecnicamente si chiama "giudizio immediato". E' la richiesta che è stata fatta dal sindaco Davide Drei sulla vicenda di Livia Tellus in cui è accusato di abuso d'ufficio e falso. 

Già negli scorsi mesi la Procura aveva dato una grande accelerata all'iter processuale, con la notifica della chiusura delle indagini lo scorso febbraio e la richiesta di rinvio a giudizio poche settimane dopo. Ma ora è lo stesso Drei che brucia le tappe. Con la richiesta di "giudizio immediato" che è vincolante per il Giudice per le Indagini Preliminari, Drei in sostanza chiede di saltare la fase di rinvio a giudizio (una fase che non rappresenta normalmente un esame delle accuse, ma di una verifica della loro solidità in vista di un successivo processo). Scrive Drei: "Pur avendo appreso solo dai giornali dell'iniziativa del Pubblico Ministero per la fissazione dell'udienza preliminare anche nei miei confronti, ho dato mandato ai miei legali di richiedere appena possibile il giudizio immediato, al fine di giungere rapidamente all'accertamento della non sussistenza delle ipotesi di reato avanzate, attraverso il dibattimento”.

Prosegue Drei: "Fin da subito, voglio ribadirlo, ho dato la mia disponibilità ad essere ascoltato e a produrre gli elementi utili a fare chiarezza sulla vicenda – dichiara il Sindaco – ed ora, attraverso la richiesta di processo con rito immediato, auspico che si arrivi nel più breve tempo possibile ad accertare la verità e la correttezza del mio operato, che è sempre stato improntato alla trasparenza e all'interesse pubblico, a vantaggio del Comune e dei cittadini”.

L'inchiesta

L'indagine della Procura è stata molto rapida. Chiusa a febbraio quando lo scorso novembre c'era stato il suo apice con la consegna di avvisi di garanzia al sindaco Davide Drei, all'ex presidente della holding delle partecipazioni nelle società pubbliche “Livia Tellus” Gianfranco Marzocchi, ed infine al direttore generale Vittorio Severi. I reati contestati dall'inchiesta sono quelli di falso ideologico e abuso d'ufficio, vale a dire le accuse “classiche” per funzionari e politici che, negli atti, non avrebbero rispettato la normativa.

La questione è ormai nota: nel passaggio da “Livia Tellus” come società del Comune di Forlì a società dell'Unione dei Comuni è stato riconosciuto un aumento di stipendio tra parte fissa e parte collegata a risultati a Gianfranco Marzocchi. Un compenso effettivamente basso e molto più basso di figure equivalenti in società dello stesso tipo degli altri Comuni (era di 8.000 euro annui per la gestione di una società con un patrimonio da centinaia di milioni di euro), ma che per le diverse normative che si sono succedute negli ultimi anni, miranti proprio a contenere le spese nell'immensa selva di società pubbliche, non si sarebbe potuto aumentare.

PARLA IL SINDACO: "AGITO NELLA MASSIMA CORRETTEZZA"

Secondo l'inchiesta, gestita da pm Francesca Rago e Laura Brunelli (sotto la supervisione del procuratore reggente Filippo Santangelo) questo avrebbe dato un indebito vantaggio patrimoniale a Marzocchi di circa 25mila euro l'anno per due anni. Per raggiungere quest'obiettivo, secondo l'inchiesta, sarebbero stati fatti dei falsi in atti ufficiali, partendo dai “visti di regolarità”. Insomma, atti viziati che infine avrebbero prodotto la maggiorazione di stipendio a Marzocchi.

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