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Inchiesta Livia Tellus, udienza in tribunale per l'ex sindaco Drei: nominato il perito delle intercettazioni

Procede in tribunale il percorso del processo a carico dell'ex sindaco Davide Drei per la vicenda "Livia Tellus". L'ex primo cittadino è accusato di abuso d'ufficio

Procede in tribunale il percorso del processo a carico dell'ex sindaco Davide Drei per la vicenda "Livia Tellus". L'ex primo cittadino è accusato di abuso d'ufficio e ha chiesto il "giudizio immediato" per accelerare i tempi della giustizia, di fatto saltando l'udienza preliminare. Nella seduta del collegio giudicante di oggi, martedì mattina, in tribunale a Forlì, è stato nominato il perito del tribunale incaricato di trascrivere alcune intercettazioni telefoniche ritenute significative. Il processo è stato quindi aggiornato per il prossimo mese di gennaio, un'udienza in cui sfileranno i primi testimoni.

Lo scorso anno la Procura aveva notificato la chiusura delle indagini, con la richiesta di rinvio a giudizio. Lo stesso Drei, di fronte alle accuse, ha chiesto il rito alternativo del "giudizio immediato", saltando cosi la fase di rinvio a giudizio (una fase che non rappresenta normalmente un esame delle accuse, ma di una verifica della loro solidità in vista di un successivo processo)

L'inchiesta

L'indagine della Procura è stata molto rapida. Chiusa a febbraio 2018  quando nel novembre 2017 c'era stato il suo apice con la consegna di avvisi di garanzia al sindaco Davide Drei, all'ex presidente della holding delle partecipazioni nelle società pubbliche “Livia Tellus” Gianfranco Marzocchi, ed infine al direttore generale Vittorio Severi. I reati contestati dall'inchiesta sono quelli di falso ideologico e abuso d'ufficio, vale a dire le accuse “classiche” per funzionari e politici che, negli atti, non avrebbero rispettato la normativa.

La questione è ormai nota: nel passaggio da “Livia Tellus” come società del Comune di Forlì a società dell'Unione dei Comuni è stato riconosciuto un aumento di stipendio tra parte fissa e parte collegata a risultati a Gianfranco Marzocchi. Un compenso effettivamente basso e molto più basso di figure equivalenti in società dello stesso tipo degli altri Comuni (era di 8.000 euro annui per la gestione di una società con un patrimonio da centinaia di milioni di euro), ma che per le diverse normative che si sono succedute negli ultimi anni, miranti proprio a contenere le spese nell'immensa selva di società pubbliche, non si sarebbe potuto aumentare.

Secondo l'inchiesta, gestita da pm Francesca Rago e Laura Brunelli questo avrebbe dato un indebito vantaggio patrimoniale a Marzocchi di circa 25mila euro l'anno per due anni. Per raggiungere quest'obiettivo, secondo l'inchiesta, sarebbero stati fatti dei falsi in atti ufficiali, partendo dai “visti di regolarità”. Insomma, atti viziati che infine avrebbero prodotto la maggiorazione di stipendio a Marzocchi.

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