Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

Pini arrestato per truffa e corruzione: "Un patto con Minenna per sbloccare le mascherine in Dogana"

Si trova in carcere a Ravenna dalla tarda mattina di oggi, giovedì, Gianluca Pini, l'ex deputato forlivese del gruppo della “Lega Nord – Noi con Salvini” fino al 2018, figura storica e fondatore del Carroccio a Forlì

Si trova in carcere a Ravenna dalla tarda mattina di oggi, giovedì, Gianluca Pini, l'ex deputato forlivese del gruppo della “Lega Nord – Noi con Salvini” fino al 2018, figura storica e fondatore del Carroccio a Forlì. Diverse le accuse che gli vengono mosse, le principali delle quali sono la corruzione e la truffa ai danni dello Stato. E' quanto emerge nell'ambito della maxi-inchiesta dalla Procura della Repubblica di Forlì che ha portato a 34 misure di custodia cautelare e a 63 milioni di euro posti sotto sequestro.

L'appalto per le mascherine

La vicenda di Pini (difeso dall'avvocato Carlo Nannini) riguarda, in particolare, la fornitura di mascherine e dispositivi di protezione personale all'Ausl Romagna, nella prima fase dell'emergenza pandemica da Covid. Un appalto in urgenza da 3.592.800 euro per una fornitura di dispositivi prodotti in Cina che, però, secondo le accuse non avrebbero avuto i requisiti di idoneità per la commercializzazione in Italia e che sarebbero stati importati tramite la falsificazione della documentazione di accompagnamento.

Pini è inoltre accusato di auto-riciclaggio per aver incassato il denaro dell'appalto delle mascherine nella sua storica società di imprenditore che, però, ha come business l'importazione di caffè e la ristorazione, con diversi ristoranti a Forlì. Un altro capo di accusa riguarda poi un rapporto con un funzionario della Prefettura di Ravenna per un porto d'armi.

Il “patto” con Minenna

E proprio per alcune difficoltà ad uno dei controlli doganali su una di queste partite di mascherine che, secondo la Procura, sarebbe entrato in scena l'ex direttore dell'Agenzia delle Dogane Marcello Minenna, già in rapporti di conoscenza con Pini.

La Procura ipotizza un vero e proprio "pactum sceleris" tra l'ex deputato della Lega Nord e Minenna (che è stato anche ex assessore M5s del Comune di Roma e attuale assessore all'ambiente della Regione Calabria). Un episodio di corruzione, dato che Minenna, continuano i pm, avrebbe “accettato  promesse in cambio dell'asservimento della sua funzione pubblica",in particolare "alle richieste di Pini in occasione di importazione di merci".

In particolare secondo i pm, Pini aveva promesso a Minenna di "accreditarlo all'interno della Lega in modo venisse considerato un uomo di quel partito e gli prometteva la conferma della nomina a Direttore generale dell'Agenzia delle Dogane a seguito del cambio del governo, che effettivamente otteneva". Minenna è stato sostituito al vertice dell'Agenzia delle Dogane solo lo scorso gennaio dal nuovo Governo di Giorgia Meloni.

Tuttavia Gianluca Pini - fedelissimo di Roberto Maroni e ancora prima della “linea settentrionale” di Bossi - nella Lega di Matteo Salvini non è da anni uno tra gli esponenti che si possono considerare influenti, dato che è in netto e aspro contrasto con la svolta della “Lega nazionale" di Matteo Salvini (con cui, curiosamente, condivide la stessa data di nascita, il 9 marzo 1973).  Pini invece è sempre rimasto ancorato alla Lega Nord, tanto da aver tentato lo scorso anno di "resuscitare" la vecchia Lega Nord per via giudiziaria.

Altri presunti episodi corruttivi 

Pini è citato, infine, in un altro troncone di inchiesta, in capo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, per altri presunti episodi corruttivi con un poliziotto e un carabiniere. Il coinvolgimento con l'altra inchiesta, che è focalizzata sul traffico internazionale di droga (reati di cui Pini non è accusato), deriverebbe dal fatto che l'ex deputato intratteneva rapporti di affari, sempre per forniture di mascherine, con quello che è considerata la figura principale del traffico di cocaina finito sotto inchiesta, un imprenditore forlivese dell'autotrasporto. 

Sospeso Minenna da assessore regionale

Minenna da parte sua è finito sospeso dal suo incarico di assessore regionale. "A seguito della sospensione, automatica e prevista dalla legge, dell'assessore Marcello Minenna, ho fatto mie le sue deleghe in modo che il lavoro della Regione possa andare avanti nelle prossime settimane senza particolari scossoni". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo a Reggio Calabria, in apertura della seduta del Consiglio regionale, in relazione all'arresto dell'assessore all'Ambiente, alle Partecipate ed ai Fondi comunitari.

"La giustizia - ha aggiunto Occhiuto - farà il suo corso. ispetto l'operato della magistratura, ma allo stesso tempo voglio confermare la mia fiducia a Marcello Minenna, che in questi mesi in Calabria ha svolto molto bene il proprio lavoro, in modo particolare per quanto riguarda i fondi comunitari. I fatti che gli vengono contestati dalla Procura di Forlì riguardano il periodo in cui Minenna è stato direttore dell'Agenzia delle Dogane. Sono certo che dimostrerà la sua estraneità".

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