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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Modigliana

Caprioli e incidenti, Coldiretti all'attacco: "Numeri da emergenza"

Dalla scarpata l'animale è saltato all'improvviso sul cofano di una auto in transito. Il capriolo non è morto e benché ferito, è riuscito ad allontanarsi

E’ emergenza di incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, in particolare dai caprioli. L’ultimo episodio sulla strada provinciale che da Faenza porta a Modigliana. Dalla scarpata l’animale è saltato all’improvviso sul cofano di una auto in transito. L'automobilista fortunatamente non ha perso il controllo del mezzo uscendo incolume dalla brutta avventura. I danni però sono consistenti, ma è inutile presentare richieste di indennizzo: mancano le prove oggettive dell’incidente Il capriolo non è morto e benché ferito, è riuscito ad allontanarsi.

“L’episodio - evidenzia Filippo Tramonti presidente Coldiretti Forlì-Cesena, di per sé non ci sorprende, è uno dei tanti se è vero che negli ultimi anni la Provincia ne ha accertati ben 366 di cui 320 provocati da caprioli”. “Però sono numeri preoccupanti – continua Tramonti – che dicono della dimensione del problema che ha ormai i connotati di una vera e propria emergenza pubblica che coinvolge la sicurezza degli automobilisti e alla quale chi ha la responsabilità di pianificare la gestione faunistico/venatoria risponde con provvedimenti assolutamente inefficaci dal punto di vista del controllo delle densità faunistiche di alcune specie, in particolare degli ungulati”.

“Ricordiamo che il capriolo – aggiunge Anacleto Malara – direttore Coldiretti Forlì-Cesena, è una specie che può essere cacciata solo con la selezione e dopo adeguati censimenti per stabilire i capi che è possibile cacciare. Su questa specie ci sono di fatto dei vincoli all’attività venatoria che limitano il risultato e incrementano una situazione di grave rischio. Ci chiediamo quanto possiamo continuare e cosa risponderanno i responsabili della pianificazione il giorno che succederà la tragedia”.

“Ma diciamo anche – aggiunge Malara – che in tutto il territorio provinciale si registra una compresenza di altre specie faunistiche (cinghiali, cervi, daini e anche il lupo) che ugualmente rappresentano un rischio sulla rete viaria e una calamità per i danni che producono alle coltivazioni agricole e al patrimonio zootecnico”. “Coldiretti – conclude il direttore Malara – vuole denunciare pubblicamente il problema e richiama alle proprie responsabilità i pubblici amministratori interessati. Chi ha orecchie per intendere, intenda”.

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