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Schianto con l'elicottero in Trentino, muore Roberto Bezzi

Si è schiantato con l'elicottero con il quale stava trasportando materiale per fabbricare una struttura paravalanghe. Un forlivese di 47 anni, Roberto Bezzi, ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto venerdì

Si è schiantato con l’elicottero con il quale stava trasportando materiale per fabbricare una struttura paravalanghe. Un forlivese di 47 anni, Roberto Bezzi, residente a Malè, in Val di Sole da una quindicina d’anni, ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto venerdì mattina, poco dopo le 7, nella frazione Celledizzo di Pejo a Cima Pedrina a circa 2400 metri di quota, in Trentino occidentale. La vittima lascia la moglie e due bambine di 8 e 13 anni.

L’INCIDENTE - Bezzi, fratello di Franco e figlio del noto medico Giovanni Bezzi, era titolare della Eli Trentino, società privata di trasporto persone e materiali con sede a Croviana. La sciagura è al vaglio dell'Ansv, l’Agenzia nazionale sicurezza volo. A bordo dell’elicottero, un AS-350B3, oltre a Bezzi, c’erano anche altre quattro persone, rimaste ferite. L’incidente è avvenuto mentre si stava procedendo al trasporto di materiale per la fabbricazione di una struttura paravalanghe.

L’INCENDIO - Improvvisamente ha perso quota e nell’impatto a terra ha preso fuoco. L'incendio che si è sviluppato ha ridotto a pezzi l’elicottero, dopo che si era accasciato sul fianco destro, quello del pilota, su di una rete paramassi.  Bezzi è rimasto intrappolato, mentre i quattro passeggeri sono riusciti a salvarsi uscendo dal velivolo prima che si incendiasse. Sul posto è intervenuto il personale del Soccorso Alpino con due elicotteri, i sanitari del “118” e i Vigili del Fuoco.

4 MIRACOLATI - Uno dei feriti è stato caricato col verricello. Si tratta del tecnico del velivolo precipitato, trasportato portato all'ospedale di Cles. Le sue condizioni non sono gravi. L’uomo si è ferito nel tentativo di estrarre dal mezzo la vittima. I tre operai passeggeri, sotto shock, si sono rifiutati di salire sull’elimedica. Dopo alcune medicazioni, sono stati accompagnati a piedi dal Soccorso alpino alla vicina Cogolo

I PRECEDENTI - Il 47enne era già stato protagonista di un analogo episodio il 16 ottobre del 2007, ma senza gravi conseguenze. In quella circostanza era precipitato nella zona di Malga Bordolona Alta, nell'alta Val di Non, intorno ai 2000 metri di quota, con un elicottero Lama. Nell’occasione se l'era cavata con la frattura di due costole. L’incidente fu causato da un cavo, al quale era ancorato il carico, che finì contro una roccia, innescando un “effetto fionda”. Il cavo stesso si attorcigliò alla coda dell’elicottero, causandone la rottura del rotore.

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