10 anni fa la morte della piccola Alice, il padre: "E' cambiata la situazione? Sì, in peggio"

Spiega il padre: "La vera novità, in peggio, dalla morte di mia figlia è l'uso dello smartphone alla guida"

Oggi Alice Valenti sarebbe una ragazza di 21 anni, ma la sua vita si è spezzata esattamente 10 anni fa, sulle strisce pedonali di viale Roma davanti alla caserma 'De Gennaro'. L'incidente si verificò il 13 gennaio 2009, Alice aveva compiuto 11 anni da poco. Venne investita da un'auto che andava ai 78 km all'ora lungo viale Roma, col limite dei 50, quando ancora la piccola stava mettendo il piede sulle strisce pedonali per attraversare e andare a scuola. Un decesso che scosse molto la città e che la fece riflettere sulla sicurezza stradale per i più piccoli. A tenere viva la memoria di Alice sono gli stessi genitori che, con puntualità, ogni anno mettono inserzioni di ricordo sui giornali e i manifesti. E così hanno fatto pure quest'anno.

Denis Valenti da dieci anni vive col dolore per la morte della figlioletta. Per lei ha scritto un libro di poesie “Ciao Alice”, devolvendo l'incasso alla Croce Rossa, mettendo sul foglio bianco l'amore per la figlia dei suoi genitori. “Ci siamo chiesti se fosse giusto continuare a fare i manifesti ogni anno, c'è chi lo può giudicare discutibile e ne abbiamo discusso anche tra noi, ma alla fine è la nostra scelta, personale, consapevoli che altri farebbero diversamente”. La triste storia di Alice è un simbolo per la richiesta di maggiore sicurezza stradale per gli utenti deboli.

Suo padre, Denis, come vede la situazione a dieci anni di distanza? Qualcosa è cambiato? “Purtroppo, qualcosa è cambiato, ma in peggio. E' vero, sono state fatte diverse iniziative di sicurezza stradale tra i più giovani, alcune intitolate ad Alice, speriamo di vederne i frutti presto. Ed è anche vero che sono aumentati i passaggi pedonali protetti, le piste ciclabili, ma non vedo questo problema in cima all'agenda. A Zurigo, per esempio, vige il limite dei 30 km all'ora in tutta la città. Se tutti rispettassero un limite del genere ci sarebbero molti meno incidenti e quasi nessuno mortale - spiega Valenti -. Chi mi conosce sa che non sono per la militarizzazione, ma purtroppo è vero che verso la sera, quando si ha la consapevolezza che non ci sono più pattuglie in giro, gli 'smanettoni' aprono il gas. Anche le case automobilistiche hanno una certa ipocrisia: da una parte c'è l'esaltazione della performance della velocità e dell'accelerazione anche in auto di medie dimensioni, dall'altra dotano le auto di dispositivi per la sicurezza”.

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Conclude Valenti, interpellato da ForlìToday: “Ma la vera novità, in peggio, dalla morte di mia figlia è l'uso dello smartphone alla guida, dobbiamo essere continuamente connessi e si creano nuovi pericoli”. Un consiglio da dare a genitori di bambini che vanno in giro per strada da soli? “Mia figlia attraversava sulle strisce, in un attraversamento protetto, le era stato insegnato di stare attenta e guardare bene. Se dovessi dare dei consigli direi delle banalità, non ho una risposta a questa domanda”.

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