menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto di repertorio

Foto di repertorio

Incidente mortale in una gara di cross, Studio 3A: "Il padre di Dovizioso indagato per omicidio colposo"

“Sono iscritti nel registro degli indagati lo stesso Antonio Dovizioso e due giudici di corsa",  informa lo studio 3A. Si tratta prima di tutto di un atto dovuto

E’ stata depositata la perizia medico legale nell’ambito del procedimento per omicidio colposo relativo alla morte, nel Pesarese, in una gara di motocross, del 59enne pilota veneziano Raffaele Mazzola. Secondo l’analisi tecnica Mazzola sarebbe morto non per le conseguenze della caduta dalla sua motocicletta ma perché schiacciato da quella sopraggiunta alle sue spalle condotta da Antonio Dovizioso, padre di Andrea, il noto campione forlivese della MotoGP.  La perizia medico legale era stata disposta da Silvia Cecchi, il Pubblico Ministero della Procura di Pesaro che detiene il fascicolo sull’incidente di gara del 25 maggio 2019, nel crossodromo di Cavallara di Mondavio.

“Sono iscritti nel registro degli indagati lo stesso Antonio Dovizioso e due giudici di corsa",  informa lo studio 3A. Si tratta prima di tutto di un atto dovuto, in quanto così i coinvolti possono meglio essere rappresentati, con i propri esperti,  in tutti gli accertamenti tecnici. La tragedia si è consumata durante la quarta prova del campionato italiano over 56: Mazzola, 59 anni, residente a Musile di Piave, nel Veneziano, operaio metalmeccanico grande appassionato ed esperto pilota di motocross (gareggiava da quarant’anni), subito dopo il via, nell’affrontare un “salto”, ha perso il controllo della sua Kawasaki ed è caduto in mezzo alla pista finendo per essere travolto con conseguenze letali da un’altra moto, sempre una Kawasaki: quella di Antonio Dovizioso.

Precisano dallo studio che tutela le parti lese, specializzato in risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e che le assiste con l’avvocato del Foro di Padova Alberto Berardi: “La moglie della vittima, Patrizia, e le tre figlie, Elisa, Laura e Anna, erano e sono perfettamente consapevoli che questo sport comporta rischi per quanti lo praticano, ma sanno anche bene che proprio per questo ci sono una serie di regole e misure per tutelare l’incolumità dei piloti: in particolare, con la bandiera gialla indicante un pericolo imminente, come nel caso di un centauro a terra sulla pista, sono vietati “salti” e sorpassi. E il loro desiderio, da subito, senza voler colpevolizzare nessuno, è stato quello di capire se queste regole nella circostanza fossero state rispettate, se la morte del loro caro si potesse evitare, o se si sia trattato solo di una tragica, inevitabile fatalità”. “La famiglia della vittima e Studio3A attendono con fiducia in tempi brevi la chiusura delle indagini preliminari e l’emanazione da parte del Pm di Pesaro dei conseguenti provvedimenti”, conclude la nota.

Foto di repertorio
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Forlì è al centro del Nonprofit: il 23 aprile si terrà l'open day

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento