Covid-19, con il lockdown gli incidenti crollati di oltre 60%. Poi il ritorno alla "normalità"

Il periodo di riferimento da prendere in considerazione è quello dal 9 marzo al 17 maggio, quello della cosidetta "fase 1"

Silenzio e strade praticamente deserte. La quarantena imposta dal covid-19 ha avuto un effetto benefico, non solo nel contenere la diffusione del virus, ma anche sulla riduzione degli incidenti stradali. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la Polizia Locale dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese ha registrato un abbattimento dei sinistri del 63,3%. Il periodo di riferimento da prendere in considerazione è quello dal 9 marzo al 17 maggio, quello della cosidetta "fase 1": nel 2019 ci furono 157 scontri, con 88 con lesioni, 66 con danni e tre mortali. Durante il lockdown i sinistri sono stati 58, 31 con lesioni (tre prognosi riservate), 26 con danni ed uno mortale (a perdere la vita in un tragico schianto con lo scooter in viale Salinatore il ventenne campano Giovanni Iacuzzo).

C'è un dato che ha sorpreso gli operatori della sicurezza stradale: "In cinque casi abbiamo riscontrato uno stato di guida d'ebrezza - comunica il vicecomandante della Polizia Locale, Andrea Gualtieri -, mentre nello stesso periodo del 2019 furono sei". Il 18 maggio ha segnato l'inizio della "fase 2" con la riapertura delle attività. Questo ha comportato una ripresa consistente del traffico, ma anche una ripresa dell’incidentalità grave, anche se non vi sono stati morti: nel 2019 si verificarono dal 18 maggio al 2 giugno 42 incidenti, mentre nello stesso periodo del 2020 32 sinistri, 17 con lesioni e 15 danni. "In entrambi i periodi di riferimento sono stati accertati tre casi di guida in stato d'ebrezza".

Dall'inizio della "fase 2", tiene a rimarcare Gualtieri, "si è intensificata l'attività di prevenzione e sicurezza stradale, finalizzata al contrasto dei comportamenti irregolari come il superamento dei limiti di velocità, l'uso del telefonino al volante e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Sono quotidiani i controlli mirati con gli autovelox mobili soprattutto in quelle arterie del territorio dell'Unione, dove vi sono state segnalazioni da parte dei residenti e dei comitati di quartiere".

Così nel 2019

Nel 2019 gli incidenti rilevati sono stati 954, con nove morti. Le strade più interessate dai sinistri Viale Roma con 52, viale dell'Appennino con 49, viale Bologna con 41, poi a seguire via Ravegnana e la Tangenziale (35 scontri). Le cause? "Elementi oggettivi alla mano, scaturiti dai rilievi di legge - chiarisce Gualtieri -, nella maggioranza dei casi la causa è da attribuire al mancato rispetto dei limiti di velocità, con perdita di controllo del veicolo, alla mancata precedenza e alla disattenzione, in primis per l'uso del telefonino. E' emerso anche il mancato uso delle cinture di sicurezza". Quella tra le 6 e le 18 è la fascia oraria da prestare attenzione: 186 incidenti dalle 6 alle 9, 190 dalle 9 alle 9 alle 12, 200 dalle 12 alle 15, per poi diminuire. Un dato curioso: sono 1143 i conducenti maschi coinvolti, mentre le donne sono state 689. Come interpretare questi numeri? Illustra Gualtieri: "In tutta la provincia i patentati di sesso maschile sono ventimila in più rispetto a quello femminile. Emerge quindi che le donne sono più prudenti alla guida e meno coinvolte nei sinistri".

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