Morto sulla Bidentina, Andrea superò un grave incidente. La sua esperienza per un progetto per giovani

"Non pensate che succeda solo agli altri. E se vi capita non si torna indietro", aveva testimoniato alla platea l'infermiera forlivese e zia del ragazzo

La comunità meldolese è sotto shock per l'incidente mortale sulla Bidentina costato la vita al 26enne Andrea Severi. Figlio di un ex agente delle Volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Polizia di Stato di Forlì, Andrea aveva subito un altro grave trauma cranico per un precedente incidente stradale in via Zignola, a Villanova. Era il 21 gennaio 2019. Si trovava a bordo di un furgone condotto dal fratello, che finì contro un camion fermo sul bordo della strada. Il fratello uscì praticamente indenne, mentre il giovane venne trasportato in condizioni critiche al Bufalini. Si salvò.

Il padre, come ricorda l'Asaps (l'Associazione Amici Polizia Stradale) in un post sulla propria pagina social, aveva portato la sua drammatica testimonianza, con la zia infermiera, in un incontro con i giovani delle scuole superiori nel dicembre dello scorso anno al San Giacomo di Forlì nell'ambito progetto "Preveni…amo", organizzato dalla Ausl e dai medici della Traumatologia dell’Ausl Romagna – Vanni Agnoletti, Costanza Martino, Carlo Fabbri e Luca Ansaloni, alla presenza anche di Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, e di Luca Venturini della Polizia Locale.

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"Non pensate che succeda solo agli altri. E se vi capita non si torna indietro", aveva testimoniato alla platea l'infermiera forlivese e zia del ragazzo -. Il trauma è la prima causa al mondo di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni e nell’ultimo anno, al Trauma Center di Cesena, centro di riferimento dell'Ausl Romagna, hanno avuto accesso circa 500 traumi maggiori, di cui la metà ricoverati in Rianimazione. L’età mediana dei pazienti con trauma grave è stata di 45 anni, il 16% dei traumi aveva un'età inferiore ai 25 anni. La causa prevalente di trauma (62%) sono gli incidenti stradali. Un malato su 10 muore in rianimazione per trauma e un malato su tre, tra i sopravvissuti, ha disabilità residua a distanza".

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