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Caso Petrungaro, nuova sentenza milionaria. La fisioterapista accusa il sindaco

La vicenda è tristemente nota. Il ragazzo è rimasto paralizzato nel 2001 a seguito di un incidente, quando la sua automobile uscì di strada, scivolando sul brecciolino che si trovava sulla carreggiata per i lavori di riasfaltatura in una strada comunale. La condanna per il Comune di Meldola, in primo grado, fu emessa dal Tribunale di Forlì il 15 aprile 2008

Una lettera della fisioterapista Nadia Venturi, che, per prima, ha avuto in cura Gabriele Petrungaro, dal giugno 2001, è indirizzata al sindaco di Meldola, Gianluca Zattini, chiedendo di adoperarsi "per trovare al più presto quei soldi che spettano di diritto a Gabriele e che consentiranno a lui ed alla sua famiglia di sopravvivere più  dignitosamente".

La vicenda è tristemente nota. Il ragazzo è rimasto paralizzato  nel 2001 a seguito di un incidente, quando la sua automobile uscì di strada, scivolando sul brecciolino che si trovava sulla carreggiata per i lavori di riasfaltatura in una strada comunale.  La condanna per il Comune di Meldola,  in primo grado, fu emessa dal Tribunale di Forlì il 15 aprile 2008: pagare 3 milioni alla famiglia. Ma i soldi non c'erano,  all'epoca del mandato del sindaco Loris Venturi. "L'assicurazione copriva solo fino a 500mila euro - spiega, oggi Zattini, sentito da Forlitoday - fu quello il problema che bloccò tutto. Io criticai fortemente l'amministrazione proprio per questo e in campagna elettorale portai avanti questa battaglia. La settimana scorsa è arrivata le sentenza della Corte di Apello di Bologna che ci condanna a pagare oltre 4 milioni (sono 8 milioni in tutto e la restante parte spetta alla ditta che eseguiva i lavori ndr)".

Per questo la fisioterapista critica il sindacoZattini, "che sul caso Petrungaro aveva fatto la propria campagna elettorale. Caro Sindaco, - scrive - Lei non immagina la gioia della famiglia Petrungaro l’indomani della Sua elezione a  primo cittadino. Ovviamente non se ne faceva una questione di destra, centro o sinistra, ma molto  più semplicemente ci si illudeva che, finalmente, si potessero aprire quelle porte delle trattative".

Zattini risponde con veemenza: "Appena eletto sono andato a trovare Petrungaro e la sua famiglia e subito mi sono mosso per trovare l'accordo, ma purtroppo non ho avuto nessun appoggio, nè dal nostro avvocato, nè dalle parti politiche, alle quali il caso fu sottoposto in commissione consiliare. Ora, il Comune è un ente pubblico e non posso decidere io, per cui non si è potuto fare nulla. Ho parlato tante volte con il padre di Gabriele", spiega il sindaco, che non accetta le critiche personali.  La fisioterapista infatti lo attacca in prima persona, accusandolo di avere monopolizzato la vicenda. Ma Zattini risponde chiaramente.

"Alla luce della sentenza della Corte d'Appello di Bologna, il caso Petrungaro sta travolgendo Lei e  la Sua Giunta, avendo gettato in un vero e proprio dissesto finanziario le Casse Comunali, per non aver voluto trovare un accordo transattivo, - critica la fisioterapista -. Mi dicono che l'alternativa sarebbe il ricorso in Cassazione con richiesta di ulteriore sospensiva  della Sentenza d’Appello. Non voglio credere che Lei ci stia pensando". Così si conclude la lettera. E Zattini conferma  che il comune farà  ricorso: "Non possiamo fare altrimenti, per i motivi che ho già spiegato"

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