Uccisa da un'ubriaca, il dramma di Alina. La rabbia dell'Asaps: "Gli etilometri spesso mancano"

Il presidente di Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, Giordano Biserni, si rivolge al mondo della politica

Alina Marchetta, 26 anni, lavorava al centro commerciale Punta di Ferro al negozio di bigiotteria Stellazeta. La sua vita si è spezzata domenica mattina in un battito di ciglia in viale Salinatore. Travolta ed uccisa da una giovane ubriaca, che si trovava al volante con un tasso alcolemico oltre tre volte il limite di legge fissato in 0,50 grammi per litro. Non erano ancora giunte le 10. L'automobilista è stata arrestata con le accuse di omicidio stradale e guida in stato d'ebrezza. Poche ore dopo un altro automobilista ubriaco, sempre in viale Salinatore: procedeva con sorpassi pericolosi e alta velocità (qui l'articolo)

LA NOTIZIA - Dramma in viale Salinatore, muore travolta da un'auto - FOTO

L'AGGIORNAMENTO - Arrestata la 26enne alla guida: era ubriaca

Un incidente che ha sconvolto la città e che apre nuovi interrogativi sull'abuso di sostanze. Il presidente di Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, Giordano Biserni, si rivolge al mondo della politica: "Ancora il celebratissimo alcol è il carburante degli assassini della strada. Intanto gli etilometri spesso mancano, i ricorsi vedono vincenti gli ebbri, il reato se non ammazzi, sempre più di frequente viene archiviato perché considerato di lieve entità. Ed ecco i risultati".

IL DOLORE - "Siamo lacerati nell'animo"

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