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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Incidenti mortali sul lavoro, la provincia in "zona rossa". E' al 28° posto della graduatoria Nazionale

Il presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Mauro Rossato: "A livello Nazionale gli infortuni mortali “non Covid” sono cresciuti del 22% passando dai 735 di fine novembre 2021 agli 899 del 2022"

La Provincia di Forlì Cesena occupa il 28° posto, nella fascia rossa dell’incidenza media nazionale (prime 40 città), nelle statistiche degli infortuni mortali. La graduatoria è stilata in base all’indice di incidenza e Forlì-Cesena fa registrare 8 casi di incidenti mortali da gennaio a novembre 2022 (indice 46,2). L’indice viene costruito in riferimento al numero di infortuni mortali per ogni milione di occupati. Al 1° posto figura Aosta (indice 113,8), in Romagna Ravenna è al 15° posto (58,2). Lo studio è stato realizzato dall’osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering.

A livello Nazionale sono stati superati i mille morti nel 2022 e manca ancora un mese al bilancio annuale. Sono 1.006 i lavoratori che da gennaio a novembre 2022 hanno perso la vita da Nord a Sud del Paese con una media di oltre 91 vittime al mese. Stiamo parlando di oltre 22 decessi alla settimana e di almeno 3 infortuni mortali al giorno. Sono 722 gli infortuni mortali verificatisi in occasione di lavoro e 284 in itinere (cresciuti del 21,4% rispetto allo scorso anno quando era ancora assai diffuso lo smart working). Nel periodo gennaio-novembre 2021 invece i decessi totali sono stati 1.116 e, come nei mesi scorsi, si osserva un decremento della mortalità, purtroppo solo apparente.

Così Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che non ha dubbi: la più recente e dettagliata indagine realizzata dagli esperti del proprio team continua a descrivere una situazione più che allarmante. “Ricordiamo come quest’anno siano quasi sparite le vittime sul lavoro correlate al Covid (10 su 909 secondo le stime degli ultimi dati disponibili di fine ottobre 2022). Lo scorso anno, invece, costituivano tragicamente oltre un quarto dei decessi sul lavoro (282 su 1017). Ciò significa che gli infortuni mortali “non Covid” sono cresciuti del 22% passando dai 735 di fine novembre 2021 agli 899 del 2022. Quest’ultimo dato è del tutto analogo a quello del 2019, epoca pre-covid, a dimostrazione che il tragico fenomeno delle morti sul lavoro sostanzialmente non subisce diminuzioni da anni. Questo a conferma del fatto che passata l’emergenza Covid, rimane quindi ancora tragicamente purtroppo quella dell’insicurezza sul lavoro. E l’unica arma per contrastarla è la prevenzione attraverso la formazione e l’aggiornamento di tutte le figure coinvolte nell’organizzazione aziendale: dal datore di lavoro ai dirigenti, fino ai preposti e ovviamente ai lavoratori”.

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