Caporalato in Romagna, la Regione: "Fatto gravissimo e inaccettabile, ancor più in un momento come questo"

Così la Regione sulla vicenda emersa grazie al lavoro della Squadra Mobile di Forlì: decine di richiedenti asilo al lavoro nei campi in condizione di simil schiavitù

Un episodio gravissimo e inaccettabile, ancor più in un momento di emergenza come questo, che conferma la necessità di tenere alta la guardia, anche in Emilia-Romagna, contro il lavoro nero, lo sfruttamento di manodopera e in difesa delle persone più fragili. Così la Regione, per voce della vicepresidente con delega al Contrasto alle disuguaglianze, Elly Schlein e dell’assessore al Lavoro, Vincenzo Colla, sul caso di sfruttamento portato alla luce dalla Squadra Mobile di Forlì: 45 richiedenti asilo impiegati nelle campagne romagnole in condizioni di simil schiavitù.

“Quello che è successo lascia sconcertati e senza parole - sottolineano Schlein e Colla -. Anche nella nostra regione, dove da sempre esiste una cultura di tutela del lavoro, persone prive di scrupoli non si fermano neppure in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo e continuano a praticare il caporalato e lo sfruttamento dei più deboli. Da tempo l’Emilia-Romagna è in campo per contrastare gli episodi di grave sfruttamento lavorativo, spesso messo in atto nei confronti dei migranti. Sono, questi, gli invisibili che rappresentano l’anello ultimo e più debole della catena. Per questo è necessario intercettarli e seguirli attraverso la rete dei servizi sociali con l’aiuto delle rappresentanze imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali. Al tempo stesso si dimostrano fondamentali i controlli sul territorio contro caporalato e lavoro nero da parte di Magistratura, Forze dell’Ordine ed enti ispettivi, a cui va il nostro ringraziamento”.

“In questa situazione di emergenza - aggiungono Colla e Schlein - molti sono rimasti senza lavoro e senza possibilità di accesso ai sussidi, con il pericolo che il Covid-19 si abbatta su quella parte di popolazione che per condizione economica e sociale è più a rischio dal punto di vista delle diseguaglianze e dello sfruttamento. Oltre a perseguire penalmente chi si macchia di questo ignobile reato, dobbiamo quindi continuare a promuovere la cultura della legalità e dei diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori, unico vero argine alla diffusione di queste pratiche criminali. E proprio per premiare la buona occupazione e aiutare le imprese agricole a reclutare i lavoratori stagionali, quantomai necessari in questo momento di emergenza sanitaria, la Regione ha attivato i Centri per l’impiego, in modo che possano incrociare domanda e offerta di lavoro in tempi rapidi”.

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“La diffusione dell’epidemia ha peggiorato la situazione nelle campagne - aggiunge la vicepresidente Schlein -. Molti braccianti vivono in condizioni igieniche precarie, senza acqua corrente, cibo scarso e spesso con difficoltà di lingua, rischiando di ammalarsi e di contribuire al rischio di contagi nei luoghi, spesso ghetti, in cui sono costretti tuttora a vivere. Per questo, nei giorni scorsi ho aderito alla campagna di raccolta fondi promossa da Aboubakar Soumahoro, per acquistare cibo, beni di prima necessità e presidi medici e sanitari per la sicurezza dei lavoratori della terra. Occorre intensificare i controlli a livello nazionale e mettere in piedi una task force che coinvolga istituzioni, forze dell'ordine e organi ispettivi in grado di individuare situazioni di questo tipo, non degne di un Paese civile”.

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