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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

La salute dell'Ebe del Canova dopo due secoli: bene la crepa dietro il collo, preoccupazione per il basamento in legno

L'Ebe del Canova, l'opera più celebre dei musei civici di Forlì, è in “buona salute”, ma nei prossimi anni bisognerà affrontare la questione del suo basamento

L'Ebe del Canova, l'opera più celebre dei musei civici di Forlì, è in “buona salute”, ma nei prossimi anni bisognerà affrontare la questione del suo basamento, che essendo in legno, dopo oltre due secoli, non ne garantisce il massimo della stabilità. In occasione del bicentenario della morte dello scultore Antonio Canova e in apertura degli eventi culturali organizzati nel week-end per celebrare l’artista ed i suoi legami con Forlì, sono state presentati gli esiti delle nuove indagini diagnostiche condotte sulla scultura.

L'esito delle indagini è stato spiegato alla presenza del sindaco Gian Luca Zattini, di Valerio Melandri, assessore alla Cultura, di Stefano Benetti, dirigente del Servizio Cultura e dai restauratori Marilena Anzani e Alfiero Rabbolini ( Restauro Aconerre snc) e Augusto Giuffredi. A preoccupare è la crepa che si trova nel marmo della scultura, dietro la testa dell'Ebe. “Il marmo è ben tenuto e la crepa che è dietro il collo non è aumentata rispetto a 12 anni fa, anno in cui era stata controllata l'ultima volta, e questo è positivo”, rileva Melandri.

Ma non mancano le criticità e la maggiore è il basamento in legno, una sorta di botte, che fa parte dell'opera in quanto lo stesso Canova la consegnò così (addirittura con delle manigliette che permettevano la rotazione per farla visionare da tutte le prospettive da parte dei commitenti), ma che non garantisce più appieno la stabilità. “La statua non appoggia completamente sulla superficie del legno, che non è perfettamente orizzontale ad appoggiarsi sopra una livella a bolla per meno di un millimetro, questo potrebbe essere un potenziale pericolo per la statua in un futuro non immediato”. 

VIDEO - I problemi al basamento dell'Ebe del Canova

Di progetti di intervento non ce ne sono, anche perché non urgenti. Ma sono due le considerazioni dell'assessore Melandri: “La prima è che l'opera non può essere spostata e prestata fuori dal museo San Domenico. La seconda è che l'opera va spostata in un altro luogo del museo”. Dove? Per l'amministrazione comunale l'idea è di spostarla in spazi ad hoc che dovrebbero essere creati nel nuovo edificio, già finanziato, da costruire a chiusura del chiostro laterale all'ingresso, quello che nelle ultime due estati ha ospitato gli eventi estivi del Comune, accorpando nella stessa sala la statua e tutto il materiale che i musei civici hanno sul Canova. Intanto, però, sarà realizzato un intervento tecnico per il riempimento dei micro-spazi tra statua e basamento.

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