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Indagine esplorativa della Procura sulle case di riposo, un parente: "Mi avvisarono due giorni dopo"

C'è la testimonianza di un familiare di un deceduto alla casa di riposo Zangheri nel fascicolo esplorativo sulla gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo della provincia

C'è la testimonianza di un familiare di un deceduto alla casa di riposo Zangheri nel fascicolo esplorativo sulla gestione dell'emergenza Coronavirus nelle case di riposo della provincia. Simili raccolte di dati sono state effettuate da diverse Procure italiane al fine, essenzialmente, di verificare se le strutture per anziani abbiano rispettato i protocolli e le indicazioni per il contenimento del contagio (almeno quando c'erano), e non tanto responsabilità dirette in decessi causati da un "mostro" che l'intera umanità al momento non è in grado di combattere con efficacia. Per questo la raccolta di informazioni al momento non avrebbe preso alcuna forma di fascicolo giudiziario, pertanto senza neanche l'indicazione provvisoria di un reato.

In questa fase, per altro, non sono arrivati esposti dalle famiglie e quindi l'azione della Procura è di sua iniziativa ed esplorativa. E' stata acquisita solo questa testimonianza. A proporla è stato Roberto Grassi, figlio di uno dei primi deceduti della 'Zangheri', chiamato dai Carabinieri in forza alla Procura martedì scorso. Prima della testimonianza giudiziaria, lo stesso Grassi aveva ilustrato le sue perplessità in un'intervista a ForlìToday e alla Rai, successivamente ripresa dai giornali locali. In essa Grassi non puntava il dito contro il personale o la qualità delle cure della 'Zangheri', ma sulla gestione della fase più concitata dell'emergenza, con l'ingresso del virus all'interno della casa di riposo.

Censurata anche la poca trasparenza e il mancato coinvolgimento delle famiglie degli ospiti colpiti più duramente dal virus, come lo era appunto suo padre, 78 anni, completamente autonomo e autosufficente la settimana prima di ammalarsi. A ulteriore riprova spiega Grassi: "Mi è stato trasmesso dal medico della Zangheri il referto del tampone positivo, che è datato alle 3 di mattina di lunedì 6 aprile. Io sono venuto a sapere di questa situazione martedì 7 aprile nel pomeriggio, e solo dopo mia insistenza e dopo aver chiamato io il medico casualmente, se non non mi sarebbe neanche stata comunicata. Insomma, sono passate due mattine di giorni lavorativi senza che nessuno mi abbia avvisato della positività di mio padre. Devo capire il perché di questo ritardo". L'indomani Grassi vide per l'ultima volta il padre in una videochiamata in cui il 78enne era già visibilmente agonizzante. Il decesso si verificò alcune ore dopo.

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