Minacce di morte, botte davanti ai figlioletti e sesso violento: liberata dall'incubo

Gli agenti della Seconda Sezione, che si occupa dei reati contro la persona, coordinati dal sostituto procuratore Claudio Santangelo, hanno liberato dall'incubo la vittima

Avrebbe picchiato la moglie davanti ai figlioletti di 2 e 4 anni. Stanca delle violenze subìte, ha trovato il coraggio di denunciare il compagno alla Squadra Mobile di Forlì. Gli agenti della Seconda Sezione, che si occupa dei reati contro la persona, coordinati dal sostituto procuratore Claudio Santangelo, hanno liberato dall'incubo la vittima, una trentenne, indagando a piede libero con le accuse di "maltrattamenti in famiglia", "lesioni personali" e "violenza sessuale" l'uomo, un operaio bengalese di 41 anni. 

Quest'ultimo è stato colpito giovedì dalla misura cautelare dell’allontanamento dall’abitazione familiare e del divieto di avvicinamento alla donna. Secondo quanto ricostruito dal personale della Questura di Corso Garibaldi, lo straniero si sarebbe reso responsabile a partire dal 2009, ossia da quando la coppia si era trasferita in Italia, di, riferiscono fonti investigative, "numerose condotte aggressive nei confronti della giovane, minacciandola spesso di morte anche a causa del quotidiano abuso di sostanze alcoliche".

Negli ultimi mesi l'individuo sarebbe divenuto ancora più violento, picchiando (riferiscono gli investigatori) la coniuge davanti ai due figlioletti almeno due volte a settimana. La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 14 settembre scorso: sempre secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il 41enne, dopo aver abusato di sostanze alcoliche rientrando in casa, avrebbe picchiato ripetutamente la moglie, causandole ferite guaribili in trenta giorni. Inoltre nell'ultimo periodo l'avrebbe costretta a subire rapporti sessuali anche contro la sua volontà. Per la trentenne è arrivata finalmente la fine di un incubo.

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