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Foto di repertorio

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Influenza aviaria, la richiesta dei Verdi: "Indennizzi solo per siti in regola"

La Regione indennizzi gli allevamenti solo se in regola con le norme europee''. E' quanto sollecita Sauro Turroni, co-portavoce dei Verdi dell'Emilia- Romagna, dopo i casi di influenza aviaria a Ostellato (Ferrara) e Mordano (Bologna)

La Regione indennizzi gli allevamenti solo se in regola con le norme europee''. E' quanto sollecita Sauro Turroni, co-portavoce dei Verdi dell'Emilia- Romagna, dopo i casi di influenza aviaria a Ostellato (Ferrara) e Mordano (Bologna). ''Non possiamo indennizzare chi non è in regola con le direttive europee e mantiene le galline ovaiole dei propri allevamenti in gabbie non a norma, come sembra siano quelle di Mordano - sostiene Turroni - che risulterebbero gabbie arricchite di vecchio tipo, prive del bagno di sabbia, non conformi con le disposizioni riguardanti il benessere delle galline ovaiole''.

E, tra l'altro, ''stante i danni economici e sociali che essi già provocano al nostro Paese con le loro inadempienze''. Turroni spiega infatti che ''l'Italia non è in regola con il recepimento della direttiva europea riguardante il benessere delle galline ovaiole, è stata deferita alla Corte di Giustizia Ue per non aver ancora applicato le norme che dovevano diventare operative dal primo gennaio 2012".

"L'Italia ha avuto 12 anni per adeguarsi ma la potente lobby degli allevatori ha bloccato tutto per anni e i risultati si vedono - continua l'esponente dei Verdi -. Per le inadempienze rischiamo di dover sborsare, se condannati dalla Corte di Giustizia europea, ben 600 mila euro al giorno dal primo luglio. Non solo, le aziende non in regola recano danno a quelle che hanno investito in nuove strutture perché tutte le uova Made in Italy rischiano di finire fuori legge anche se sane''.

LE DECISIONI - L’evolversi della situazione è stata discussa giovedì alla presenza dei responsabili dei servizi veterinari del Ministero della salute, della Regione, delle Ausl, dell’Istituto zoo profilattico e del centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria, in preparazione anche dell’incontro previsto a Bruxelles lunedì prossimo, nel quale l’Italia fornirà ai partner europei il quadro della situazione. Tra le decisioni assunte, alcuni vincoli sulla movimentazione di volatili vivi: sono in vigore particolari restrizioni allo spostamenti di galline dal territorio regionale; inoltre, è stato stabilito che la macellazione dei capi dovrà avvenire preferibilmente nell’ambito dell’Emilia-Romagna, così come la gestione di personale e mezzi dovrà avvenire nell’ambito dei confini regionali. Sono escluse da queste restrizioni le carni macellate e le uova già imballate.

Per quanto riguarda le operazioni di prevenzione del diffondersi della malattia, il Ministero ha istituito due ampie zone di controllo temporaneo (oltre a quelle già istituite e più prossime ai focolai) che si estendono anche nel ravennate e nel forlivese, in modo tale da costituire una ampia “zona cuscinetto”, a ridosso degli allevamenti colpiti. Tutto ciò serve, sottolineano i sanitari, a prevenire l’espandersi del fenomeno. Ribadita, inoltre, l’assenza di qualunque rischio per l’uomo per il consumo di carni o uova. Mentre sono in via di conclusione le operazioni di svuotamento e disinfezione dell’allevamento di Ostellato (Ferrara), il primo ad essere colpito, nella giornata di oggi sono iniziati gli abbattimenti delle galline nel sito di Mordano. Le operazioni, curate da una azienda specializzata, vengono effettuate da squadre composte da un numero di operatori tale da ridurre i tempi di abbattimento - per quanto possibile - dei quasi 600mila capi interessati dal contagio.

VERTICE DI VENERDI' - Per fare il punto della situazione si è svolto venerdì pomeriggio, in Regione, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Bertelli e dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, un incontro con i rappresentanti delle associazioni  del comparto avicolo. Accanto a una forte preoccupazione per le ricadute economiche ed occupazionali dell’epidemia, i presenti hanno tuttavia pienamente condiviso la scelta delle autorità competenti di adottare misure rigorose per  isolare i focolai e garantire in questo modo, oltre alla sicurezza  sanitaria, anche la più rapida ripresa della produzione.

Per Confcooperative Forlì-Cesena ha partecipato Mirco Coriaci, che ha rappresentato anche l’organizzazione a livello regionale. È stato fatto il punto sulle misure restrittive comunitarie recepite dal Ministero per tutelare gli allevamenti non colpiti e impedire la diffusione del virus.  “La Regione ha reagito tempestivamente al problema. Oggi ci siamo confrontati sulle misure restrittive, tutte importanti – sostiene Confcooperative – ma da rendere compatibili con la tutela della produzione. Siamo di fronte a un problema che richiede grande attenzione, e occorre lavorare insieme perché le linee di sicurezza contro la diffusione del virus possano comunque assicurare alle  cooperative agroalimentari del comparto avicolo la possibilità di continuare il loro lavoro”.

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