Riapertura della Ravegnana, c'è una data: la strada verrà "isolata" per renderla più sicura

Per quanto riguarda il traffico pesante, verrà aperto un confronto per capire se almeno quello di maggior portata e che debba percorrere l'intero tragitto Ravenna-Forlì (e viceversa) possa essere deviato

Finalmente c'è una data: dopo mesi di lavori e gravi disagi causati dalla sua chiusura, la situazione della Ravegnana vede finalmente uno spiraglio di luce. L'annuncio è stato dato mercoledì mattina dall'assessore regionale alla Difesa del suolo e della Protezione civile, Paola Gazzolo, durante una riunione in Comune insieme al sindaco Michele de Pascale e agli ingegneri che stanno lavorando al progetto fin dal 28 ottobre - data del parziale dissequestro della chiusa di San Bartolo sul Ronco dopo il crollo del 25 ottobre in cui ha perso la vita il tecnico di Protezione civile Danilo Zavatta.

L'obiettivo della Giunta regionale è quello di ristabilire la viabilità in completa sicurezza e riaprire al traffico la strada che collega Ravenna e Forlì, interrotta dal 25 ottobre. "Dopo il crollo si è capito immediatamente la gravità del danno e la difficoltà estrema che avrebbero richiesto i lavori - spiega il sindaco de Pascale - Ecco perchè la necessità di un intervento così impattante. L'erosione ha coinvolto una parte significativa sottostande la strada, che verrà riaperta solo in condizioni di totale e assoluta sicurezza. La palancolatura provvisoria, nel frattempo, ha permesso di contenere la piena dei giorni scorsi. Siamo pienamente consapevoli dei disagi incredibili che questa situazione sta causando a migliaia di famiglie del nostro territorio, e per questo siamo lieti del fatto che proprio nei giorni scorsi l'assessore regionale Raffaele Donini abbia deciso di stanziare altri 900mila euro per il ripristino della viabilità alternativa (per il progetto sono stati stanziati dalla Regione complessivamente 3,5 milioni di euro dalla Regione, ndr)".

Secondo Mauro Vannoni, responsabile del Servizio Area Romagna dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile cui spetta la direzione dei lavori, la situazione della chiusa di San Bartolo a livello di complessità di intervento può essere paragonata alla situazione del crollo del ponte Morandi di Genova: "Il dissesto ha coinvolto la chiusa di derivazione a uso irriguo, un tratto di fiume entrato in erosione, la passerella a uso pedonale e la strada che ha subito pesanti infiltrazioni. Attualmente abbiamo concluso la prima fase - con il posizionamento delle palancole per fermare l'infiltrazione d'acqua dal fiume verso la centralina, i rilievi topografici, i sondaggi e le prove penetrometriche sul luogo - da cui sono emersi problemi quali sicurezza idraulica compromessa con conseguente situazione molto critica sia dell'argine che della chiusa, diffusi fenomeni erosivi, dissesti per franamenti, condizioni di stabilità al limite dell'equilibrio dell'argine e naturalmente la criticità statica sulla Ravegnana. Ora stiamo lavorando sulla seconda, completando gli interventi di somma urgenza e poi entro febbraio passeremo alla terza e ultima, con l'affidamento dei lavori entro aprile (una volta acquisiti i pareri di Anas, Enel, Consorzio di Bonifica Romagna, Comune di Ravenna, Sovrintendenza e Arpae) per il ripristino delle due pile crollate e soprattutto il ripristino della strada con un palancolato. In sostanza, la Ravegnana verrà "confinata" a destra e a sinistra con due file di palancole. Dovremmo essere in grado di terminare i lavori dopo 10 mesi dall'inizio". Partendo dal 28 ottobre, dunque, entro il 28 agosto, in ogni caso entro l'estate.

Per quanto riguarda l'analisi geotecnica, la Regione si è avvalsa dello studio Enser, lo stesso che sta lavorando sul crollo del ponte Morandi di Genova e sugli interventi del torrente Polcevera. Gli studi hanno compreso indagini geoelettriche e georadar per valutare la distribuzione delle acque sotterranee, attraverso l'impiego di correnti elettriche fatte circolare nel terreno. E, in aggiunta, le prove geognostiche necessarie a esaminare le condizioni dell'argine fino a 35 metri di profondità.

"Le priorità della Regione sono state chiare fin da subito: massima rapidità di intervento, con la garanzia di tutte le risorse necessarie fino all'ultimo euro, per riattivare la viabilità in un tratto strategico della rete regionale - aggiunge l'assessore Gazzolo - Stiamo parlando di un intervento non solo risolutivo, ma che dovrà essere in grado di garantire la massima sicurezza per i cittadini e gli automobilisti. I danni sono stati estremamente ingenti, e non potevamo fare più in fretta di così per la complessità dell'intervento. Se poi si riuscirà a terminare i lavori in anticipo, ancora meglio. E' evidente l'assoluta rilevanza di ristabilire la viabilità nella piena sicurezza: quando la magistratura avrà chiuso l'indagine, agiremo in rivalsa dei costi su chi sarà accertato responsabile. Al momento, però, la Regione assicura l'intero finanziamento necessario per far partire il cantiere con rapidità, perchè la Ravegnana è una strada vitale per i cittadini, il sistema economico e l'intero territorio ravennate e romagnolo".

Per quanto riguarda il traffico pesante, il sindaco ha spiegato che verrà aperto un confronto con Anas e gli operatori economici per capire se almeno quello di maggior portata e che debba percorrere l'intero tragitto Ravenna-Forlì (e viceversa) possa essere deviato su arterie stradali che abbiano caratteristiche più idonee, come E45 o A14. Altro problema è quello che riguarda l'irrigazione, dal momento che i lavori - se tutto andrà come previsto - termineranno solo a fine estate. "Sappiamo che la chiusa è importante anche per l'agricoltura nei mesi estivi, quando i territori necessitano di approviggionare acqua dal Ronco", spiega de Pascale". "Entro marzo dovremmo poter essere in grado di alzare le paratoie a un altezza di 2,10 metri, livello più che sufficiente per il Consorzio per l'irrigazione - rassicura Vannoni - Il fiume, poi, dà acqua non solo agli agricoltori consorziati, ma anche agli agricoltori a monte che hanno le pompe che pescano nel Ronco e che hanno bisogno di un ulteriore innalzamento delle paratoie a 3,50 metri. Difficile che ciò venga realizzato entro marzo, lo si potrà vedere solo in corso d'opera".

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