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Ingegneria a numero chiuso, la replica: "Decisione necessaria"

Pronta la replica dell'associazione degli universitari Extreme ai loro 'colleghi' dell'Udu su ingegneria a numero chiuso. "La decisione si è resa necessaria per motivi di spazio, merito e mercato del lavoro"

Ingegneria meccanica e aerospaziale a numero chiuso, arriva pronta la replica dell'associazione universitaria Extreme, per voce di uno dei suoi rappresentanti (non appartenente all'Udu), Alessandro Silecchia, appartenente al corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale della Seconda Facoltà di Ingegneria, sede di Forlì. La replica arriva puntuale dopo le dichiarazioni dell'Unione degli Universitari di Forlì e il Sindacato degli Universitari di Bologna, che hanno sottolineato nei giorni scorsi come un'Università a numero chiuso sia "un'Università per pochi, visto che il numero sarà stabilito da un regolamento".

Silecchia inizia con una piccola nota di "politica universitaria", lanciando una frecciatina all'UDU: "Siccome, al momento, non sono presenti negli organi della Facoltà dei rappresentanti degli studenti associati all'Udu, mi chiedo come l'Unione degli Universitari possa essere a conoscenza di una decisione passata in consiglio 20 giorni fa, quando non erano presenti altri rappresentanti se non appartenenti alla nostra associazione Extreme"

Silecchia prosegue: "Alcune informazioni diramate dall'UDU, non sono corrette. La proposta del passaggio dei corsi di laurea al numero di nuovi ingressi limitato trae chiaramente spunto dal decreto ministeriale sui requisiti ANVUR (credo si riferissero a questo con "dettami ministeriali") che però non introduce alcuna novità alle problematiche già da tempo affrontate dalla nostra Facoltà, piuttosto ce le ricorda, in quanto la nostra Facoltà ha purtroppo poche risorse da spendere in termini di docenti 'incardinabili' qui. La decisione prende sicuramente ispirazione dalle altre facoltà di Ingegneria bolognesi ma si traduce e declina in modo molto, a mio avviso, aderente alle condizioni e possibilità della facoltà forlivese"

STRUTTURE - Il rappresentante di Extreme pone quindi la sua attenzione a strutture, merito e mercato del lavoro. "Per quanto riguarda le strutture, questa decisione rispecchia le nostre potenzialità in termini di capienza. L'aula più grande a nostra disposizione può accogliere 244 studenti. Per quanto riguarda le altre aule, la media è di 57 studenti cadauna. Ed è anche per questo, che in consiglio è stato deciso di limitare gli ingressi a 120 per le triennali (sia per Aerospaziale che per Meccanica, dunque in tutto 240 studenti) e a 50 per le magistrali (stesso discorso, 100 in tutto). Perché numeri più alti renderebbero impossibile la creazione dell'orario e l'uso delle aule per 6 diversi anni di corso di studio".

MERITO - "Il fatto che una facoltà sia a numero chiuso, con ingresso regolato da un test, è palesemente segno della scelta di premiare il merito del futuro studente - continua Silecchia - permettendo dunque l'accesso ai corsi agli studenti più meritevoli; la qualità dell'università non dipende unicamente dalla didattica ma anche da chi ne fa uso. Non si parla di università elitaria (per pochi) ma di elite universitaria (chi merita e vuole studiare all'università potrà farlo)".


MERCATO DEL LAVORO - "Questo è un tasto dolente. Potete chiedere ai miei colleghi magistrali già laureati quanti di loro si siano fermati a lavorare in Italia da post-laureati e quanti di questi in Emilia Romagna, per non dire la provincia di Forlì" dice desolato Alessandro Silecchia. "In più, alle precedenti osservazioni, vanno aggiunte le statistiche e il numero storico di iscritti nella nostra Facoltà, purtroppo in calo negli ultimi anni, ma con numeri comunque inferiori ai numeri programmati futuri".

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