Lotta contro il cancro: la Sammartinese scende in campo al fianco della prof Stracqualursi

L’iniziativa, nata dal nuovo consiglio direttivo della Sammartinese, viene spiegato, "vuole coniugare i valori sportivi, con l’aspetto umano e sociale"

La Sammartinese Volley mette in campo le sue atlete e tutti gli appassionati di pallavolo a favore della raccolta fondi per Luisa Stracqualursi, la professoressa di statistica al Campus di Forlì sta combattendo contro un carcinoma al seno in stadio terminale. Sabato 23 marzo dalle 14 alle 18, al Pala Marabini, in Viale dell’Appenino 498, le atlete del settore giovanile daranno vita ad un torneo contro i genitori. Questo sarà solo l’inizio di un lungo pomeriggio che vedrà l’alternarsi di studenti, universitari ed amanti del volley, nella speranza di poter raccogliere più fondi possibili da devolvere interamente sul conto corrente aperto a favore della docente.

Come donare:
Luisa vive - Il sito internet con tutte le info su come donare
La raccolta fondi sulla piattaforma online Gofundme

Il prezzo d’entrata sarà di 5 euro, con la possibilità di fare un’ulteriore offerta libera. Inoltre verrà allestito un ricco buffet, anch’esso a pagamento, per terminare nel modo migliore la giornata di festa. L’iniziativa, nata dal nuovo consiglio direttivo della Sammartinese, viene spiegato, "vuole coniugare i valori sportivi, con l’aspetto umano e sociale, cercando di farsi promotore di iniziative che vadano ben oltre l’aspetto agonistico e che possa essere il punto di partenza per una riflessione collettiva sui veri valori, talvolta bistrattati. Nella speranza di essere la prima Società sportiva Forlivese a fare da apripista, inviatiamo tutti coloro che fossero interessati a prendere parte alla nostra manifestazione".

La raccolta fondi

Luisa, a favore della quale è in corso una grande mobilitazione, è riuscita a mettere da parte circa 200mila euro. Dei 300mila mancanti ne sono già stati raccolti oltre 103mila euro dalla piattaforma GoFundMe, 87.252 euro attraverso versamenti su PostePay e 15mila euro attraverso Paypal. Il tutto escludendo i bonifici bancari. Oltre un anno fa la professoressa Stracqualursi annunciò ai suoi studenti dal teaching hub di viale Corridoni che doveva ritirarsi dall'insegnamento per curare il terribile cancro che la stava divorando. Ed ora da lì parte l'appello dei suoi studenti a contribuire alla raccolta fondi a favore della docente.

Altre iniziative

Venerdì 22 marzo, a partire dalle 117, ci sarà un aperitivo di raccolta fondi alla Mensa del campus di Forlì (in piazzale Igino Lega 2). L'iniziativa solidale, messa a punto da alcuni studenti in collaborazione con l'Università di Bologna ed Elior, é nata "con il desiderio di creare un evento che fosse non solo un aiuto concreto, ma anche un punto d'incontro per tutta Forlì. Sarà una serata alternativa, da passare in compagnia, tra spritz e speranza. Ogni singolo versamento sarà effettuato in forma anonima e tracciabile, l'intero ricavato sarà destinato a Luisa".

"Manca ancora molto, ma noi siamo determinati a fare tutto il possibile per ridarle speranza, a partire da qui, nel campus dove Luisa insegna e dove ha trovato la forza per andare avanti - è l'appello -. L'unica cura che le permetterebbe di sopravvivere é in fase sperimentale negli Stati Uniti, ma le servono 300mila euro per farla. A noi una piccola donazione non costa nulla ma per lei vale una vita intera".

La sua malattia

Luisa in Italia non ha più speranze. Le terapie basate su chemioterapici non stanno arrestando la progressione della malattia. L'unica possibilità che le rimane di vivere è sottoporsi ad una procedura di immunoterapia sperimentale disponibile solo negli USA, che consiste nell’isolare dal sangue o dal tumore del paziente stesso i linfociti T, per poi selezionare solo le cellule di difesa in grado di riconoscere e attaccare la neoplasia: questi linfociti T specifici per il tumore vengono coltivati in provetta e poi iniettati nuovamente nel corpo del paziente. L'equipe di Steven Rosenberg (National Institutes of Health di Bethesda del Maryland) è riuscita in tal modo ad eliminare completamente il tumore e tutte le metastasi da una paziente che, da due anni, è libera dalla malattia. Altri pazienti stanno guarendo e Luisa può essere una di loro.

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