Il modello Regnoli per il rilancio di Corso Mazzini, nasce un'associazione: "C'è voglia di animare il centro"

Finito l’evento “Particolari” c’è stato un incontro che ha coinvolto una trentina di persone che vivono il quartiere tutti i giorni, per individuare alcuni punti critici e proporre delle soluzioni

I residenti, i commercianti, i proprietari dei negozi e le associazioni del quartiere di Borgo San Pietro e corso Mazzini sono in fermento per costituire un’associazione con lo scopo di rilanciare il quartiere. Finito l’evento “Particolari”, infatti, c’è stato un incontro che ha coinvolto una trentina di persone che vivono il quartiere tutti i giorni, per individuare alcuni punti critici e proporre delle soluzioni. Le idee nate sono le più diverse, dal flashmob per pulire la zona, ad una seconda edizione di “Particolari”, al trovare occasioni di incontro.

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VIDEO - IL PROGETTO "FORLI SICURA": NON SOLO VIDEOSORVEGLIANZA

Una porzione importante di questo percorso è segnata da un rinnovato interesse, anche da parte dei proprietari, nei confronti degli spazi sfitti (alcuni da molti anni) che si concentrano nella zona della Galleria Mazzini. Degli otto spazi resi disponibili in concessione gratuita, uno è già stato “occupato” dalla Casina di Babbo Natale, dove durante le feste sono previste attività per i più piccoli. L’amministrazione ha messo a disposizione 7mila euro, da quelli che la Regione Emilia-Romagna aveva accordato per il progetto di sicurezza e sostegno alla sicurezza, nell’ambito del quale rientra anche la rimessa in funzione e l’installazione delle telecamere su piazza del Carmine, via dei Filergiti e corso Mazzini (per un totale di una ventina di fuochi o inquadrature).

Tale somma era stata allocata in precedenza per una collaborazione con l’università di Bologna per la realizzazione di una ricerca sociologica, ma per questa attività era necessario agire con tempistiche più lunghe. Quindi le risorse sono state trasferite alla questione dei negozi sfitti, e serviranno per operare attività di pulizia e per riattivare le utenze, che saranno poi a carico delle associazioni selezionate per usufruire degli spazi.

Dalla Regione Emilia-Romagna interviene Gianguido Nobili, dirigente responsabile dell’area sicurezza urbana e legalità: "La funzione della Regione è di accompagnare Forlì Sicura, un progetto caratterizzato da un approccio integrato, che mette in campo una serie di interventi molto diversa: sorveglianza, tecnologia, interventi di prevenzione comunitaria. Questo tipo di combinazione ha convinto la Regione a seguire l’iniziativa anche per il prossimo anno. Forse questo è il primo progetto ad assecondare la legge 48/2017 che innova un approccio integrato per la sicurezza sul territorio. Forlì è uno dei comuni regionalmente ritenuto più sicuro. L’approccio è quello di contribuire al processo di rassicurazione e prevenzione. Il coinvolgimento dei residenti e dei proprietari dei negozi sfitti per interventi di animazione costituisce una novità che potrebbe diventare una buona pratica".

"Il tema della percezione non è secondario - sottolinea il sindaco Davide Drei -. Questa condizione psicologica ha bisogno di essere modificata con l’esperienza. Dieci, quindici e venti anni fa Regnoli era una via di passaggio secondaria, in cui la realtà si è trasformata partendo dal basso. Oggi, usare quell’esperienza e cogliere la capacità di intercettare i bisogni di residenti, commercianti, privati e associazioni è importante, e l’amministrazione sarà a fianco delle associazioni per agevolarle".

"L’interesse è stato immediato - dice Donatella Piccioni, dell’associazione "La materia dei sogni", che ha collaborato attivamente insieme alle altre 3 realtà associative "Regnoli 41", "Casa Walden" e "Casa del Cuculo" -. Abbiamo ricevuto 20 richieste da associazioni-gruppi che hanno voglia di animare il centro, e stiamo finendo di predisporre un contratto che metta insieme associazioni e proprietari in modo che ai proprietari rimanga la garanzia che il negozio sarà lasciato libero qualora intervengano degli affittuari e, di contro, garantisca alle associazioni di svolgere le attività nella massima tranquillità".

"Le associazioni, per avere l’uso dei negozi, devono rendere al quartiere attività di animazione gratuite per i residenti - aggiunge Piccioni -. Per gestire meglio la cosa stiamo cercando di costituire un’associazione, cosa che garantirebbe un interlocutore più snello per far crescere il quartiere. Le prime associazioni ad essere scelte saranno quelle che hanno proposto idee migliori, dopodiché si cercherà di creare abbinamenti per permettere a tutti di usufruire degli spazi, magari ci si potrà allargare ad altri negozi sfitti che si renderanno disponibili. Lo scopo ultimo del progetto è portare nuova vita e indurre anche a riaprire negozi. La speranza è che da corso Regnoli a Borgo San Pietro, ci sia un contagio in città”. E in effetti, rivela l’assessore per il centro storico e il commercio Marco Ravaioli, "c’è già un progetto, con un altro quartiere segretissimo…".

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