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Autunno latitante, senza piogge e vento l'aria è più cattiva

A Forlì la stazione di viale Roma ha registrato già per 38 volte valori di pm 10 oltre la norma. Tutto colpa dell'assenza di perturbazioni

L'aria delle province di Ravenna e Rimini è sempre più cattiva. Colpa del muro anticiclonico, che ha stoppato le correnti perturbate atlantiche. E anche per i prossimi giorni occorre mettersi il cuore in pace. Per l'imminente è infatti previsto un rinforzamento dell'alta pressione sul Mediterraneo Centrale, che terrà lontane le piogge. Questo favorirà un accumulo degli inquinanti. A Rimini e Ravenna si è già superato il limite dei 35 sforamenti di pm 10 stabiliti dalla legge.

Maglia nera per la città bizantina la stazione di via Caorle e via Rocca Brancaleone con 52 sforamenti, mentre a Rimini l'aria più irrespirabile è in via Dell'Abete, dove per ben 60 volte il pm 10 ha sfondato la soglia di 50 microgrammi per metro cubo. A Faenza la stazione di viale Marconi ha registrato dati tutt'altro che confortanti, con 48 sforamenti. Rientrano invece nei paramenti i dati del parco Bucci, con numeri non nella norma per 27 volte.

Non va meglio a Forlì, dove la stazione di viale Roma ha registrato già per 38 volte valori di pm 10 oltre la norma. A Cesena, invece, la centralina dell'Arpa di piazza Franchini-Angeloni ha registrato solo 21 sforamenti. Nei giorni scorsi è stato diffuso dall’Agenzia Europea dell’Ambiente di Copenaghen. uno studio che sostiene che l'inquinamento atmosferico toglie tre anni di vita a chi vive nella Pianura Padana.

Secondo un altro rapporto dell’Ispra, la metà circa dell’inquinamento da polveri proviene dal traffico stradale (il 30% proviene dai tubi di scappamento e dall’usura di freni e pneumatici, mentre l’altro 20 per cento è la polvere che viene risollevata con il passaggio delle auto), mentre l’altra metà si compone di emissioni industriali e riscaldamento (25%), combustione di legna (13%) ed emissioni dall’agricoltura (12%).

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