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Cronaca Forlimpopoli

Insospettabile badante stanata dai Carabinieri: dal primo giorno di lavoro aveva rubato gioielli per 10mila euro

La collaboratrice domestica in poco più di sei mesi di servizio, poco per volta, era riuscita a sottrarre decine di oggetti in oro

Badante infedele nella rete dei Carabinieri di Forlimpopoli. La collaboratrice domestica, un'incensurata forlivese di 45 anni, in poco più di sei mesi di servizio, poco per volta, era riuscita a sottrarre decine di oggetti in oro, dal valore complessivo di circa 10mila euro, custoditi gelosamente in un armadio chiuso a chiave. La vittima - che aveva assunto la collaboratrice domestica per seguire una familiare disabile - aveva dovuto fare i conti con gli ammanchi di preziosi lo scorso luglio: dall’interno del proprio appartamento, ed in particolare di un portagioie accuratamente custodito in un armadio rigorosamente chiuso a chiave, erano spariti buona parte dei monili in oro in esso contenuti, ricordo di una vita vissuta dall’intera famiglia. 

Immediata la presentazione denuncia di furto in abitazione contro ignoti all'Arma dei Carabinieri di Forlimpopoli, a seguito della quale i militari hanno effettuato un attento e scrupoloso sopralluogo. Sin da subito i detective hanno intuito che le responsabilità del furto non fossero da ricercare nelle squadre di malviventi che ormai da anni dalle Regioni del nord raggiungono la Romagna e saccheggiano le abitazioni. Difatti, i militari non hanno riscontrato la presenza di alcun segno di effrazione sugli infissi dell’abitazione, né tantomeno hanno rinvenuti, all’interno dei locali, tracce riconducibili all’intrusione abusiva da parte di terzi.

Da qui, il sospetto che avrebbero dovuto rivolgere la loro attenzione verso soggetti che, seppur estranei al nucleo familiare, frequentavano quotidianamente la loro abitazione. Tra queste una donna straniera di nazionalità africana, che assisteva i genitori anziani, conviventi, della denunciante; un'altra straniera, di nazionalità albanese, che si occupava delle pulizie domestiche; ed infine una forlivese, che quotidianamente assisteva un'altra familiare affetta da una patologia invalidante. A quel punto i militari, diretti dal capitano Rossella Capuano, comandante della Compagnia di Meldola, hanno indirizzato le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesca Rago, su due distinte rotte.

In primis la trasmissione al Ris di Parma del portagioie all’interno del quale erano custoditi i gioielli, al fine di estrapolare eventuali tracce biologiche o dattiloscopiche, lasciate impresse dagli ignoti malfattori ed ovviamente la ricerca dei preziosi e degli eventuali ricettatori nelle attività commerciali che in provincia trattano l’acquisto di oro usato. Ed è stata proprio quest’ultima attività che ha condotto i militari sulle tracce della responsabile del furto. In particolare, solo alla fine dello scorso mese di ottobre, i Carabinieri hanno appurato che una delle collaboratrici domestiche, la forlivese - quella su cui la famiglia della vittima nutriva meno sospetti, dall'ottobre dello scorso anno - sin dal giorno della sua assunzione - fino al mese aprile, in 10 diverse occasioni aveva venduto buona parte dell’oro sottratto.

Appresa la notizia delle indagini a suo carico, mediante notifica dell’informazione di garanzia, la colf ha confessato tutto, ammettendo le proprie responsabilità. La donna è stata quindi denunciata. Nel comunicare alla vittima l’esito sconvolgente delle indagini, con immenso dispiacere i militari l'hanno informata anche del fatto che non sarebbe entrata più in possesso dei suoi gioielli poiché già fusi e trasformati in piccoli lingotti. 
 

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