A Forlì il Coronavirus interrompe anche l’adorazione eucaristica perpetua in atto da 7 anni a Villanova

Sentito il Vescovo e le autorità competenti – scrive il parroco di Villanova don Davide Brighi - abbiamo deciso di riporre il Santissimo nella chiesa, per ottemperare alle ulteriori restrizioni governative di mercoledì sera”

A Forlì il Coronavirus interrompe anche l’Adorazione Eucaristica Perpetua, in atto da 7 anni, senza soluzione di continuità, a Villanova, presso la cappellina parrocchiale intitolata a Santa Maria Goretti. “Sentito il Vescovo e le autorità competenti – scrive il parroco don Davide Brighi - abbiamo deciso di riporre il Santissimo in chiesa per ottemperare alle ulteriori restrizioni di mercoledì sera”. La riposizione in forma privata è stata fatta oggi alle 13.

"Invitiamo tutti gli adoratori – continua il sacerdote - a continuare privatamente il loro servizio di preghiera, restando in silenzio in un luogo adeguato con i sussidi conosciuti (Bibbia, icone, candela e Rosario,) nell’orario e nel giorno previsto. Ricordiamo a tutti che, come si legge dal sito del Governo, è possibile recarsi nella propria chiesa parrocchiale, laddove sia aperta e sia impossibile raccogliersi in preghiera in casa propria, per la preghiera personale, senza valicare i confini della zona pastorale. Per ogni dubbio fate riferimento al vostro parroco".

"Nonostante negli ultimi 3 giorni avessimo ottemperato a tutte le prescrizioni di sicurezza - precisa il coordinatore dell’Aep villanoviana, Loris Vitali - con tanto di distanziatore nella chiesetta fra un fedele e l’altro, ieri sera ci siamo dovuti arrendere. Ma contiamo di riprendere appena possibile. Adesso l’importante è collaborare tutti responsabilmente per sconfiggere l’epidemia". A Forlì, l’Aep era iniziata il 22 luglio 2013, alle 22, al termine della messa di intronizzazione presieduta dall’allora vescovo monsignor Lino Pizzi. Da quel momento, in base al principio "tutti i giorni, tutte le ore", non si era mai interrotta. Merito dei 330 fedeli che hanno mantenuto l’impegno di un'ora fissa la settimana, e dei 20 adoratori “jolly” disponibili a coprire le ore rimaste libere nell’arco della giornata.

Per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno, gli adoratori si alternano presso la cappellina di Santa Maria Goretti, posta al piano terra della canonica di Villanova, per trascorrere un’ora in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Ma c’è anche un numero indefinito di persone che passa e si ferma, anche solo per pochi minuti. Gli “innamorati dell’Eucarestia” sono di tutte le età e svolgono le attività più disparate: studenti, impiegati, dirigenti e operai. L’idea di fare adorazione perpetua anche a Forlì fu del parroco di Villanova don Davide Brighi, che mise a frutto tre mesi di predicazione del missionario argentino padre Justo Antonio Lo Feudo.

Il sacerdote sudamericano visitò tutte le parrocchie del vicariato Forlì Ovest e Forlì Sud Ovest, da San Lorenzo in Noceto a San Pio X, partendo proprio da Villanova. Questo spiega il ruolo di capofila diocesano della comunità guidata da don Brighi. "L'adorazione eucaristica - spiega il sacerdote - appartiene alla tradizione della Chiesa ed è sollecitata in modo chiaro da tutti i pontefici, compreso papa Francesco. Non si tratta di un movimento nuovo, ma di un impulso all’evangelizzazione che attinge da ciò che di più prezioso ha ricevuto la Chiesa, il dono di sé che Gesù ha inaugurato la sera dell'ultima cena".

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"Per me - riprende Loris Vitali - contemplare il Santissimo esposto significa lasciarmi abbracciare da Dio, mettermi nelle sue mani, fare silenzio e dargli la possibilità di entrare dentro la mia vita per trasformarla. Lui è il Padre che ci chiama in continuazione, ma è nell'adesione libera e fedele che si può instaurare una relazione profonda e fruttuosa". "Confidiamo e preghiamo - conclude don Davide Brighi - di poter tornare alla forma consueta dell’Adorazione dal 26 marzo prossimo, al termine del periodo di blocco imposto dagli ultimi provvedimenti".

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