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Paziente scappa da psichiatria, Polizia lo blocca a fatica. Il Siulp: "Protocolli sanitari inefficaci"

Ennesimo intervento delle Volanti della Questura di Forlì-Cesena in cui gli operatori di polizia hanno rischiato la propria incolumità personale

Ennesimo intervento delle Volanti della Questura di Forlì-Cesena in cui gli operatori di polizia hanno rischiato la propria incolumità personale. Fatto accaduto nei gironi scorsi nel cortile dell’Ospedale Pierantoni per immobilizzare un paziente (circa 190 centimetri di altezza e 120 chili di peso) scappato dal reparto di psichiatria. Ancora una volta, il Siulp pone al centro dell’attenzione la problematica degli esigui ed inefficaci strumenti in dotazione alle forze dell’ordine.

"Solo l’elevata professionalità, l’esperienza, il coraggio e l’applicazione di alcune tecniche operative, hanno evitato il peggio - evidenzia il sindacato -. Purtroppo, si deve registrare anche l’inefficacia dei protocolli operativi sanitari che nell’occasione hanno reso tutto ancora più difficile. Difatti, nonostante fosse stata sollecitata l’autolettiga del 118 ancor prima dell’arrivo sul posto delle Volanti, è giunta con ritardo e senza un medico a bordo che avesse l’autorità per decidere la somministrazione di un sedativo".

"Gli agenti di Polizia, correndo gravi rischi, per un lungo periodo sono riusciti, a fatica, ad immobilizzare il paziente che li aveva aggrediti per poi rimanere a terra in attesa dei sanitari, pur trovandosi nel cortile di un grande ospedale - prosegue il sindacato nel racconto -. Solo dopo circa 20 minuti due medici di quel reparto psichiatria, che era distante meno di 100 metri, giungevano con i sedativi".

Il Siulp, "consapevole che le Forze dell’ordine come anche il personale sanitario debbano riuscire a gestire anche l’ingestibile con i pochi mezzi messi a disposizione e non si possano nemmeno sottrarre al rischio di mettere a repentaglio la propria vita, si augura che venga attuato un migliore e più efficace coordinamento tra le varie Polizie, di rivedere i protocolli operativi del caso e di fornire ulteriori mezzi per immobilizzare in sicurezza tali soggetti".

"Dulcis in fundo, alla luce anche di altri fatti delittuosi verificatisi in quella vasta area ospedaliera", il Siulp "segnala al Questore che, in un recente passato, un suo predecessore ha addirittura obbligato il personale in servizio al Posto di Polizia dell’Ospedale di non effettuare attività al di fuori dell’Ufficio per la prevenzione dei reati e la sicurezza di quell’area ospedaliera".
 

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