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Ex casa del fascio, la Regione: "Sia un centro di studio sui fascismi e i totalitarismi"

"Purtroppo - illustra l'assessore regionale alla Cultura - gli organizzatori non si sono premurati di concordare per tempo con la Regione tempi e modi dell'iniziativa e questo mi impedirà di prendervi parte"

L'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, non parteciperà alla presentazione del progetto per il recupero della ex casa del fascio di Predappio e della mostra che ne illustrerà le linee fondamentali. "Purtroppo - illustra - gli organizzatori non si sono premurati di concordare per tempo con la Regione tempi e modi dell'iniziativa e questo mi impedirà di prendervi parte. Se fossi potuto andare avrei ribadito quanto da me già sostenuto in occasione della conferenza stampa tenutasi a Roma nella sede della stampa estera. Quello su cui si sta lavorando è un progetto coraggioso perché incrocia temi politici e culturali riguardo ai quali bisogna avere una cura molto particolare”.

“Le ferite prodotte dal fascismo nel nostro Paese -prosegue l’assessore - non si sono mai rimarginate del tutto e i rigurgiti di intolleranza e di violenza riconducibili a quella matrice politica, in Italia come in Europa, sono oggi davanti agli occhi di tutti noi. Pertanto, affrontando un cimento che condivido, quello di sottrarre un lembo della nostra terra, Predappio, al destino a cui sembra essere stato condannato a vita, quello di essere meta di pellegrinaggio di fascisti di ogni risma, non possiamo permetterci nessuna ambiguità. Imboccata questa strada non possiamo e non dobbiamo avere timore di urtare interessi di piccolo cabotaggio o di bottega rispetto all'ambizione dell'impresa”.

“Ecco perché il nucleo del progetto - ribatte l’assessore - deve essere esplicitamente un Centro di studio e di ricerca di carattere internazionale sui fascismi e i totalitarismi. Un luogo in cui studenti e ricercatori da tutta Europa possano ritrovarsi nel punto da cui simbolicamente tutto ebbe inizio per studiare le radici dell'aberrazione e ricercare gli antidoti. L'ho più volte ripetuto: è mia convinzione che la parte espositiva multimediale (volutamente bandisco la parola "museo") deve essere il supporto e non il cuore del progetto, come al contrario oggi sembra ancora essere. Inoltre, bisogna fare molta attenzione al percorso che deve portarci a quella meta. Un percorso in cui i simboli sono sostanza”.

“Per questo ho molte riserve sul luogo scelto per l'esposizione del progetto -aggiunge l’assessore -. Non doveva essere la casa natale di Mussolini ad ospitare la mostra perché la scelta si presta a molti equivoci e le reazioni negative di queste ore, come quella dell'Anpi nazionale, stanno a dimostrare quanta accortezza richiede questo percorso. Fino ad oggi la Regione ha accompagnato il cammino dell'amministrazione di Predappio ed è disposta a farlo in futuro a condizione che si tenga conto di queste valutazioni e si consideri il progetto una proposta ancora aperta al contributo di quanti vorranno arricchirla, a partire dai soggetti culturali e associativi più direttamente coinvolti e interessati”".
 

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