Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

L'intervista - A 37 anni in giunta, Kevin Bravi: "Tante preferenze? Vista la voglia di un giovane, che viene da fuori la politica"

Si occuperà di sport, la sua delega principale, ma anche di turismo, marketing territoriale, lavoro e rapporti internazionali. Le sue attività pubbliche principali erano nella rappresentanza dei giovani di Confindustria

Kevin Bravi, imprenditore e arbitro di calcio, 37 anni, è un volto nuovo della giunta del secondo mandato di Gian Luca Zattini. Si occuperà di sport, la sua delega principale, ma anche di turismo, marketing territoriale, lavoro e rapporti internazionali. Le sue attività pubbliche principali erano nella rappresentanza dei giovani di Confindustria. Grazie a 325 preferenze personali, il secondo più votato della lista 'La Civica – Forlì Cambia', approda direttamente in giunta come assessore.

Bravi, chi l'ha votata?
“La campagna elettorale è stata incentrata molto sulle attività economiche e il centro storico, con un porta a porta dove c'erano più criticità, come ai Romiti e nella prima periferia. Un impegno che ha fatto vedere la voglia di un giovane, che viene da un mondo diverso dalla politica, di portare il proprio valore aggiunto nella cosa pubblica”.

Anche il suo passato in Confindustria avrà pesato... 
“Credo che abbia inciso tantissimo, lo leggo come un riconoscimento del mio lavoro pregresso”.

Mantiene ancora la carica nella Confindustria locale?
“Immediatamente, quando mi sono candidato, ho scelto di dimettermi dal ruolo di consigliere dei giovani industriali per un motivo di opportunità, non volevo ci fossero commistioni. Ero anche consigliere  di territorio di Intesa Sanpaolo, mi sono dimesso da quell'incarico quando sono diventato consigliere comunale. L'ho fatto per lavorare nel modo più libero possibile”.

Fa un doppio balzo, entra in politica ed entra in un ruolo amministrativo operativo in un colpo solo. Se lo aspettava?
“Seguivo molto la politica come corpo intermedio, in qualità di rappresentante del mondo  dell'imprenditoria. Anche quello è un modo importante di fare politica. Quando mi metto a disposizione per fare qualcosa, cerco di farlo al massimo delle mie possibilità. Diventare assessore era qualcosa che speravo potesse capitare. Mi riempie di orgoglio mettere a disposizione le mie capacità per fare l'assessore, ma anche un onere importante che mi riempie di senso di responsabilità”.

Vieni dal mondo dell'imprenditoria, ci spiega da che attività? 
“L'azienda ha tre branche principali: l'immobiliare inteso come acquisto e sviluppo di immobili, il ricettivo extra-alberghiero inteso come case vacanze di lusso, in questi due settori ci sono persone formate già dai tempi di mio padre, e poi la parte del tessile abbigliamento, seguita da mia madre, che ha decenni di esperienza del settore”.

Riuscirà a dedicare tempo all'amministrazione comunale?
“Sì, ho una squadra che mi permetterà di essere prevalentemente diretto all'attività politica. Ho visto i miei genitori, imprenditori anche loro, lavorare giorno e notte e ricavarsi pochi spazi per loro. Poi mio padre è venuto a mancare all'improvviso nel 2021.  In quel momento ho visto grossa sofferenza dell'operatività nel mese in cui lui è stato in ospedale e ho capito che la cosa migliore da fare era strutturare l'azienda anche per renderla indipendente da qualsiasi problematica del suo amministratore. Nei due anni e mezzo successivi ho cercato così di rendere liberi i miei collaboratori di operare anche senza di me. La mia presenza è indispensabile quando si parla di sviluppo industriale”.

Ha fatto riferimento al decesso di suo padre Eris Bravi, a 69 anni, una fatto che ci riporta purtroppo alla memoria i tempi in cui erano numerosi e dolorosi i decessi per Covid.
“Fu un passaggio molto brusco, ero incentrato sull'attività associativa, avevo già aperto una mia realtà che si occupava di consulenze specializzate in ambito imprenditoriale. Dopo la sua morte mi sono rimboccato le maniche in un settore che conoscevo meno. Sono stati due anni in cui non dormivo la notte. Sono stati anche anni convulsi che non mi hanno permesso di elaborare quanto mi era accaduto, con grandi ricadute poi nell'ambito emotivo. Può sembrare una frase di circostanza, ma spero che mio padre da qualche parte possa essere orgoglioso di me”.

Delega allo sport, ha una passione sportiva che la contraddistingue?
“Sono arbitro di calcio da 22 anni. Sono osservatore arbitrale. Ho sempre avuto passione per il calcio. Sono molto legato a questi temi e si può avere un dialogo costruttivo con molti soggetti per intervenire sui fabbisogni reali che ci sono. Dobbiamo essere il più attenti possibile a ripartire il budget assegnato allo sport. Ma prima ancora di questo c'è da ascoltare tutti”

E sul turismo? Ha qualche progetto a cui tiene?
“Ne ho tanti, ma è da capire la fattibilità. Dobbiamo essere sempre più attrattivi, anche avvalendoci della delega allo sport. Se riusciamo a trattenere sul territorio i tanti sportivi che vengono a Forlì per i vari eventi, riusciamo a dare un contributo fattivo al settore ricettivo. Poi ci sono le grandi mostre, dobbiamo sfruttare al massimo l'opportunità che ci viene data dalla Fondazione. Dobbiamo essere presenti nelle fiere all'estero e sostenere le attività dell'aeroporto, che deve essere un partner nella promozione del territorio”.

A cavallo tra turismo e sport: la Romagna vive moltissimo di 'Motor valley', ma di quest'onda a Forlì arriva ben poco.
“Ho diversi progetti, ma non vorrei annunciarli se non conosco prima il budget. Ci sono tanti contatti con tanti campioni. Trovare metodi di attrattività nei giorni in cui la Motor Valley dà il suo meglio per partecipazione è qualcosa da cercare immediatamente. Mi pongo l'obiettivo di creare sinergie col territorio, portare benefici a tutta la Romagna”. 

E poi maketing territoriale, ci spieghi cos'è.
“E' importantissimo, non è solo promozione turistica, ma sviluppare opportunità per tutte le imprese. E' una delega nuova. Un insediamento industriale che dall'estero o da altre zone d'Italia arriva a Forlì passa dal marketing territoriale”.

Parliamo anche di politica, la lista civica ha avuto un risultato importante, superiore ad altri partiti. Cosa comporta questo civismo per lei?
“Il mio pensiero politico è vicino alla coalizione ora in carica, ma mi reputo prima di tutto un centrista moderato che dialoga con tutti, sia per il mio ruolo confindustriale, sia per la campagna elettorale che mi ha permesso di dialogare con persone che la pensano all'opposto. La cosa più importante per me è essere trasversale”. 

Si ritrova quindi nella lista civica e nei suoi principi?
“Al cento per cento. Credo di rappresentarla al massimo e che la lista civica mi rappresenti al massimo”.

Il sindaco lo conosceva prima dell'incarico da assessore?
“Sì, lo conobbi quando era sindaco di Meldola e io ero diventato presidente provinciale dei Giovani Industriali a 29 anni. Fu la mia prima uscita pubblica, al teatro di Meldola. Ho sempre trovato i suoi modi di fare molto simili ai miei, con capacità di trovare la sintesi giusta tra le varie idee. Oltre che competente, è una persona onesta e leale e per me sono i valori più importanti di tutti”. 

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