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Cronaca

Vigili del Fuoco, la caserma nel nome di Lorenzo: sabato la cerimonia

La cittadinanza che interverrà potrà assistere all’evento dall’esterno della sede del comando

Si terrà sabato pomeriggio, alle 18, la cerimonia d’intitolazione della sede centrale dei Vigili del Fuoco al caporeparto Lorenzo Facibeni, scomparso il 9 maggio del 2020 dopo una lunga battaglia contro il covid-19. Interverranno il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia, il capo dipartimento dei Vigili del Fuoco Prefetto Laura Lega, il capo del Corpo Nazionale Fabio Dattilo, parlamentari ed autorità locali, tra cui il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e il primo cittadino di Predappio Roberto Canali. Il delegato del vescovo Livio Corazza procederà alla benedizione della lapide in memoria di Facibeni. Sarà scoperta anche un'immagine del vigile del fuoco nell'androne della caserma e di una targa luminosa all'esterno al comando, in viale Roma. La cittadinanza che interverrà potrà assistere all’evento dall’esterno della sede del comando. 

L'iniziativa prende le mosse dall’accogliemento da parte del Dipartimento di quanto proposto dall’iniziativa di raccolta firme del personale operativo, promossa dall’ingegner Giuseppe Loberto, direttivo più anziano del comando in ricordo del collega, sposata e supportata dal già dal Direttore Regionale Emilia Romagna, Marco Ghimenti con l’incarico di comandante reggente di Forlì-Cesena; proposta corroborata dal piacere della famiglia Facibeni che riconosce tale intento come un’espressione di omaggio e di stima al suo amato congiunto. "Il Capo reparto, Lorenzo Facibeni, uomo di elevata professionalità espressa in vari settori specialistici, era nato a Forlì il 14 aprile 1968 - ricorda Loberto -. Uomo mite, gentile e sorridente contraddistinto dalla sua consueta disponibilità a trasferire le sue conoscenze ai colleghi. Il 9 maggio 2020, è deceduto dopo aver lottato per due mesi contro il virus covid-19, che aveva assunto in servizio, lasciando la moglie e tre figlie".

"La sua passione per i Vigili del Fuoco iniziava attraverso il servizio militare di leva obbligatorio, in qualità di Vigile Ausiliario del 107° corso,  il 6 febbraio 1987. - prosegue Loberto -. Fu assunto con il 15 febbraio 1992 con la mansione di autista, dopo un essere stato vigile discontinuo. Promosso Capo Squadra da gennaio 2006, svolse l’incarico con professionalità, sino all’avanzamento a Capo Reparto nel gennaio del 2018. Nel corso della sua carriera lavorativa, aveva acquisito numerose abilitazioni. Si era appassionato alle tecniche specialistiche di soccorso Speleo Alpine e Fluviali acquisendo il livello 2B e la qualifica di aereo-soccorritore, svolto sino agli ultimi giorni del suo servizio presso il nucleo elicottero nell’aeroporto di Bologna  “Guglielmo Marconi. L’elisoccorritore è assimilabile ad un angelo che scende dall’elicottero VF in volo, per raggiungere luoghi impervi dove uomini e mezzi di soccorso non possono arrivare per aiutare chi ha bisogno d’aiuto".

"La generosità del capo reparto Facibeni lo portava a specializzarsi nelle tecniche di primo soccorso sanitario, operatività indispensabile per salvare vite umane, fino a diventarne istruttore - continua Loberto -. Nel 2013 conseguiva le abilitazioni di Direttore operazione di spegnimento e di Tipografia applicata al soccorso sviluppando le competenze anche negli incendi di bosco e la metodologia per la ricerca di persone scomparse. Nel 2016 acquisiva anche la qualifica d’istruttore professionale. Tale qualifica gli consentiva di trasferire le numerose competenze acquisite ai colleghi in corsi locali, regionali e nazionali. Facibeni ha partecipato a numerose emergenze per calamità che hanno colpito l’Italia, sino a quella del terremoto Lazio-Marche-Umbria del 2016".

"Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta un’eccellenza dell’Italia, profondamente amato e rispettato dai cittadini per il suo eccezionale contributo alla sicurezza della collettività e per l’abnegazione con la quale assolve ai gravosi compiti che la legge gli assegna - conclude -. La nostra è una professionalità che esalta doti speciali ed affascinanti, quali la prontezza, la destrezza in prove dure, l’ardimento unita alla saggezza, l’abilità unita al coraggio, non attrae solo per queste, ma anche per altre motivazioni più profonde tra cui la solidarietà sociale. Lorenzo è stato un fulgido esempio di testimonianza della passione per un lavoro speciale, dello spirito di corpo e dei valori che contraddistinguono il vigile del fuoco, in senso lato, operatore che rischia la propria vita per la collettività anche nell’emergenza epidemiologica in sinergia con la componente sanitaria e nelle sanificazioni dei siti contaminati da virus".

La sede del comando dei Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena è stata edificata in un area concessa dal comune di Forlì. La costruzione è avvenuta a cura del Ministero Opere Pubbliche. L’edificio e l’area demaniale veniva data in concessione, ad uso governativo, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco il 21 novembre del 1990, dopo 5 anni di lavori; nel marzo 1991 la struttura diveniva sede operativa del Comando a seguito il trasferimento di uomini e automezzi dalla precedente caserma in via Matteucci 33. L’edificio, attualmente in viale Roma 97 consta di 14mila metri quadrati, di cui 3000 mq di autorimesse e 8mila metri quadrati di aree pertinenti scoperte. L’inaugurazione ufficiale non è mai avvenuta.

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