"Investire in cultura vuol dire investire su un futuro di qualità"

Il sindaco di Galeata, Elisa Deo, in apertura del convegno ha sottolineato l’importanza delle giornate di Studio della Società degli Studi Romagnoli definendo il patrimonio analizzato localmente un’emergenza storica e culturale del territorio

Si è concluso con successo di pubblico e di interesse il convegno degli Studi Romagnoli che si è svolto quest’anno nella Valle del Bidente, con la valorizzazione della storia, dell’archeologia, dell’arte presente localmente. Il vasto panorama culturale affrontato nel convegno ha permesso che si offrisse una panoramica esauriente degli ambiti analizzati: dalla Villa di Teodorico al monachesimo, dalla geologia del territorio alle tradizioni, dalle trasformazioni urbanistiche agli itinerari negli antichi sentieri. Tutta la Valle è stata oggetto di studio da parte di numerosi relatori: docenti dell’Università di Parma, l’Istituzione Accademica responsabile degli scavi della Villa di Teodorico, esperti del Mibact, ricercatori locali nelle discipline rappresentate.

"La cultura è la fonte più forte per la costruzione dell’identità collettiva – ha detto la prsidente della Società degli Studi Romagnoli Alessia Morigi, docente dell’Università di Parma – e contribuisce a delineare la fisionomia della comunità. Per questo cultura e beni culturali sono un potente antidoto alla violenza e all’intolleranza e un potenziale veicolo di democrazia. La cultura può offrire ambienti di vita quotidiana densi di significati profondi ed è capace di contribuire al benessere collettivo nella qualità della conoscenza del paesaggio. A Galeata abbiamo fatto archeologia di comunità, i cittadini hanno preso in carico il patrimonio e lo hanno difeso come vuole la Costituzione e più recentemente la convezione Faro, elemento quadro del consiglio dell’Europa sul valore dell’eredità culturale per le società, che vuole rendere maggiormente partecipi i cittadini anche per la sua tutela, perché i beni culturali aprono un dialogo di pace tra le culture.”

Il sindaco di Galeata, Elisa Deo, in apertura del convegno ha sottolineato l’importanza delle giornate di Studio della Società degli Studi Romagnoli definendo il patrimonio analizzato localmente un’emergenza storica e culturale del territorio. “C’è grande attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale – ha sostenuto il sindaco – insieme ad una rete di enti coinvolti per la realizzazione del parco archeologico di Galeata ed abbiamo profuso in questi anni un grande impegno ed un sostegno finanziario importante che non è scontato, perché tutti hanno creduto in questo progetto per lo sviluppo turistico e culturale del territorio. È stata importantissima la relazione con l’Università di Parma, perché sono le persone a fare la differenza: il rapporto fattivo con l‘Università è stata la chiave di volta per portare avanti il nostro progetto, che è un sogno da realizzare che sta per concretizzarsi e per me è di grande orgoglio. Ringrazio in particolare Alessia Morigi e Riccardo Villicich perchè hanno creduto nella bontà e qualità sulla Villa di Teodorico.”

Dopo aver delineato gli interventi archeologici avvenuti sul sito il sindaco ha concluso tracciando una linea operativa per il futuro: “La nuova sfida per Galeata è di portare avanti il progetto del centro studi per l’archeologia, per diventare un punto di riferimento in Appennino per tutto l’ambito. Investire in cultura vuol dire investire su un futuro di qualità, con una visione che vada oltre i confini del mio Comune e continuerò il mio impegno assiduamente perché l’unico modo per far emergere il nostro territorio è di fare sinergia, per valorizzare le potenzialità sulle quali dovremo impegnarci.”

Il sindaco di Santa Sofia, Daniele Valbonesi, che ha ripetuto il suo saluto anche nell’ultima giornata specificatamente dedicata al territorio dell’alta Valle, ha espresso apprezzamenti e ringraziamenti per l’evento: “Il convegno è interessante per i cittadini, insegnanti e studenti. Il Comune di Santa Sofia è tra le aree fragili e considerate di meno rispetto a quelle fortemente antropizzate. È una fortuna avere il convegno qui, perché qui abbiamo ricchezza ambientale, il parco nazionale, l’invaso di Ridracoli. Il nostro Paese deve imparare a ripensare la vita in questi luoghi. Come Comune abbiamo cercato di sollecitare e sostenere lo studio dei documenti storici, inclusi quelli dell’archivio diocesano di Sansepolcro sia per la loro valorizzazione, sia per attingere dagli stessi, come stiamo facendo anche dall’archivio Valbonesi tramite il quale abbiamo già fatto delle mostre per la documentazione dal dopoguerra.”

Il sindaco ha voluto ricordare anche tutti gli aspetti culturali che caratterizzano Santa Sofia e che sono stati oggetto di trattazione approfondita durante il convegno: “Abbiamo anche i sentieri, il parco naturale ed il premio Campigna, lo studio delle trasformazioni urbanistiche dal terremoto del 1918 per il quale abbiamo costituito un comitato scientifico per l’approfondimento geologico del territorio.”  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sciagura in viale dell'Appennino: pedone muore travolto sulle strisce pedonali

  • L'annuncio di Bonaccini: "L'Emilia-Romagna torna "zona gialla" da domenica"

  • Muoiono in un incidente aereo quattro giorni dopo le nozze, lutto per un ex assessore

  • Ora è ufficiale: da domenica Emilia Romagna in zona gialla. Bar e ristoranti riaprono fino alle 18. Poi solo asporto o consegne a domicilio

  • Meteo, dicembre debutterà col freddo e la neve: fiocchi in arrivo a bassa quota

  • Perde il controllo dell'auto e si ribalta: nuovo incidente sulla "Bidentina" - LE FOTO

Torna su
ForlìToday è in caricamento