Irst di Meldola, è battaglia tra Bartolini e Lusenti

L'Irst (l'Istituto scientifico romagnolo per la cura dei tumori) di Meldola è stato al centro di un serrato confronto tra l'assessore alle politiche della salute Carlo Lusenti e Luca Bartolini (PdL)

L’Irst (l’Istituto scientifico romagnolo per la cura dei tumori) di Meldola (Fc) è stato al centro di un serrato confronto tra l’assessore alle politiche della salute Carlo Lusenti e il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl), che in un’interrogazione aveva presentato diverse domande sulle penalizzazioni subite dall’Asl di Forlì nei confronti della struttura di Meldola. Bartolini, dichiarandosi totalmente insoddisfatto dalle risposte “lacunose e imprecise”, ha ringraziato ironicamente l’assessore “per la difesa d’ufficio gratuita dell’Ausl del presidente Errani”, con preciso riferimento all’Ausl di Ravenna.



Lusenti, infatti, era partito con una critica a “tutte le interpellanze in materia” presentate dall’esponente del Pdl, che, a suo dire, presenterebbero “un vizio di fondo”, vale a dire “il nesso inscindibile” che Bartolini “evidenzia fra il cosiddetto buco dell’Ausl di Forlì e le scelte di Area Vasta, o più precisamente come le politiche di Area Vasta siano state la causa del forte disavanzo dell’Azienda forlivese”.

Questo nesso appare all’assessore “abbastanza incomprensibile”, tanto che, nella risposta, ha ripercorso considerazione generali sulle politiche di Area Vasta, in modo da “tentare di neutralizzare il più possibile l’atteggiamento strumentale” mirato a “far discendere il disavanzo di Forlì” da tali politiche.

LUSENTI: LA STORIA DELL’IRST
Lusenti ha quindi ripercorso la storia dell’Irst, che “è stata una scelta primariamente voluta da Forlì prima della costituzione di Area Vasta” e la cui collocazione a Meldola, anziché nell’area dell’ospedale Pierantoni, è “da ricondurre alle responsabilità della programmazione locale“.

L’assessore ha tra l’altro evidenziato come il progetto di costituire l’Istituto sia nato da alcuni oncologi e anatomo patologi, dipendenti delle aziende della Romagna, accomunati dall’attività nell’ambito dello IOR. Il progetto, quindi, si concretizza nel 2000 e trova completa realizzazione nel 2007, con l’attivazione della struttura di Meldola: in questo arco di tempo la “leadership istituzionale del progetto è stata esercitata dall’Ausl di Forlì, individuata capofila della sperimentazione dalla Regione”. Sperimentazione che - secondo la risposta di Lusenti – si sarebbe conclusa positivamente solo nell’anno 2009, con l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello status di IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) da parte del ministero della Salute.

Il ruolo e le funzioni dell’ Irst - ha aggiunto - sarebbero inoltre stati specificati nel tempo da documenti di programmazione assunti quali parti integranti delle delibere regionali in materia, fonti che indicherebbero l’Irst quale sede per le “funzioni HUB” di area.

La programmazione 2005, in particolare, non avrebbe previsto che l’Istituto erogasse prestazioni di I e II livello oncologico, ma le Ausl di Forlì e Cesena avrebbero autonomamente deciso di cedere all’Irst la gestione, in toto o in parte, di tali ambiti di attività.

In questo modo, oltre alle funzioni HUB svolte per tutte le Aziende della Romagna, l’Irst esegue, come gli altri nodi provinciali della rete, attività oncologica di I e II livello, in nome e per conto delle Asl di Forlì, Cesena (sulla base di una formale cessione del ramo d’azienda), Ravenna e Rimini.

I DATI DEI RICOVERI ONCOLOGICI
Dall’analisi dei dati dei ricoveri oncologici di residenti in Area Vasta, Lusenti ha affermato che è facile dimostrare come le variazioni registrate al 2009 rispetto al 2006 (anno in cui l’oncologia era parte integrante dell’Ausl di Forlì) riguadino un aumento dei ricoveri oncologici soddisfatti a Forlì.
Nel periodo considerato, infatti, i dimessi da Forlì di residenti nell’Area Vasta aumentano di circa il 40%. L’aumento maggiore riguarda i dimessi residenti nell’Ausl di Ravenna (+88%), quello minore nell’Ausl di Forlì (17%).

In termini economici il fatturato dei ricoveri aumenta in media del 60% circa. L’aumento maggiore è percentualmente a carico dell’Ausl di Ravenna, che vede la valorizzazione della produzione in suo favore crescere del +112% (+1,4 milioni di euro), ridotto al 43% sulla base degli accordi sottoscritti. Quello minore è a carico dell’Ausl di Forlì che aumenta del 42% circa (2,5 milionio di euro). Le Aziende di Cesena e Rimini, dotate entrambe di accordi di fornitura, vedono crescere le spese sostenute per la cura dei propri pazienti presso l’Irst rispettivamente del 19% e del 27%.

Se si prende in considerazione l’indice di dipendenza dell’Irst, non stratificato per livelli assistenziali, Forlì rappresenta la parte di produzione/fatturazione di gran lunga maggioritaria: sul totale dei ricoveri di residenti in Area Vasta prodotti nel 2009 dall’Irst - ha spiegato l’assessore – il 54% proviene da Forlì, il 18% da Ravenna, il 22% da Cesena e il 6% da Rimini. Cesena e Forlì, infatti, hanno deciso di delegare all’Istituto di Meldola anche la produzione di I e II livello oncologico, evitando di produrlo in proprio.

Ma l’Irst - ha ribadito Lusenti – è stato pensato per assicurare prestazioni di III livello, che riguardano il campo della ricerca, della sperimentazione e della somministrazione di trattamenti innovativi.

Se quindi ci si focalizza solo su questo tipo di ricoveri, la produzione a favore di Forlì si riduce al 30%, Ravenna sale al 48%, Cesena scende al 17% e Rimini al 5%. Da ciò emerge che l’attività oncologica di I e II livello è garantita con una sostanziale equità territoriale tra le province della Romagna.
L’Ausl di Forlì, quindi, - ha dichiarato l’assessore - ha certamente sostenuto un costo per la scelta fatta, ma non è la sola, per esempio l’Ausl di Ravenna, per l’attivazione dell’Irst, ha sostenuto e sostiene un costo determinato sia dall’aumento della mobilità passiva di oncologia e radioterapia (3.9 milioni nel 2009 contro i 2,2 del 2006), sia dalla riduzione della mobilità attiva nelle stesse specialità.

COSTI E PROGETTI DI AREA VASTA
Lusenti ha poi fatto riferimento ai costi di alcuni progetti di Area vasta, come il Laboratorio centralizzato di Pievesestina, il cui finanziamento “riconosce due distinte modalità: la copertura dei costi di affitto della struttura e la copertura dei costi di funzionamento”. La prima, pari a circa il 6% dei costi, è stata ripartita fino a tutto il 2010 in quote uniformi tra le aziende (il 25% ognuna). Il canone annuo ammonta a circa 620.000 euro a carico di ogni Azienda. Questi costi iniziano nel 2007.

La copertura dei costi di funzionamento è invece determinata dal consumo di ogni Azienda. Questi costi hanno inizio nel 2009 e sono così ripartiti: Ravenna, 8.1 milioni di euro (pari al 39,6%); Rimini, 5.5 milioni di euro (pari al 29,6%); Cesena, 3.6 milioni di euro (pari al 17,7%); Forlì, 3,2 milioni di euro (pari al 15,8%).

Dal 2011 anche i costi relativi all’affitto saranno ripartiti in modo proporzionale al livello di utilizzo del laboratorio da parte di ogni Azienda
L’assessore ha quindi ribadito che i progetti di Area Vasta e i criteri di suddivisione dei costi “non hanno prodotto un sovraccarico economico a carico delle singole Aziende, ma già a partire dal 2009 le gare di Area Vasta avevano prodotto economicità pari a oltre 9 milioni di euro”.

BARTOLINI: "RISPOSTE LACUNOSE E IMPRECISE”
Al solito la sanità regionale si difende con risposte “lacunose e imprecise”, - ha accusato Bartolini – con numeri che dicono tutto e niente, come l’ingiustizia perpetrata dal 2007 dell’affitto del Laboratorio unico diviso per quattro, quando sappiamo bene quanto sia diverso il bacino di utenza delle varie Asl. Ed è altrettanto vero che l’Area Vasta è in realtà l’Ausl di Ravenna allargata, mentre l’Asl di Forlì negli ultini anni sta pagando quotidianamente le conseguenze di un allarmante debolezza politica del Pd locale che non è riuscito neppure ad esprimere un assessore regionale che tutelasse il territorio. A sentire l’assessore, poi, l’Area Vasta sembra funzionare a meraviglia, peccato che i fatti lo smentiscano, per questo lo invito a confrontarsi vis a vis con i vari professionisti che operano in questo contesto per avere un quadro più aderente alla realtà.

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