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All'Istituto Artusi si chiude la rassegna CucinArte: appuntamento al 2020

Dalla Provenza al Golfo di Napoli passando per Treviso e l’Alto Lazio, la rassegna ha alternato sapori e ingredienti molto diversi

Cala il sipario e si spengono fornelli e riflettori sulla quinta edizione di Cucinarte, un viaggio in quattro tappe, che da gennaio ad aprile ha fatto incontrare all’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli le tendenze più innovative dell’alta cucina interpretata da chef stellati di fama internazionale con le creazioni artistiche di pittori e scultori locali, condite da improvvisazioni teatrali in tema. Quattro cene stellate attorno al tema “L’arte della cucina e il benessere”, quattro appuntamenti alla scoperta delle superbe affinità elettive tra il piacere del palato e degli occhi in una profonda alchimia dei sensi. Dalla Provenza al Golfo di Napoli passando per Treviso e l’Alto Lazio, la rassegna ha alternato sapori e ingredienti molto diversi e ha sapientemente coniugato modernità e tradizione, a volte proponendo nel piatto inattese contaminazioni, espressione del concept gastronomico di ogni chef che all’Artusi ha presentato se stesso e la sua arte.

Il primo è stato Alessandro Rossi alla guida del Relais Villa Selvatico di Roncade (Treviso), tra i più giovani chef stellati nostrani, che ha stupito i commensali con la sua debordante fantasia tra influenze classiche e ricerca molecolare, poi è stata la volta di una cucina più matura interpretata da Xavier Mathieu, che ha esplorato le contaminazioni tra i sapori forti e decisi della cucina del sud della Francia e la tavola mediterranea. La terza serata è stata, invece, contraddistinta dall’equilibrio tra la creatività di classe e le golose rusticità ideate da una coppia stellare di giovani chef, Romano Gordini e Iside De Cesare, proprietari di La Parolina ristorante gourmet in provincia di Viterbo. E, infine, Salvatore Bianco da Torre del Greco, al timone del Comandante, il ristorante stellato sul Golfo di Napoli, ha concluso la quinta edizione della kermesse all’insegna della sua cucina, fusione tra pensiero e tecnica, espressione di una ricercata eleganza costruita su inediti equilibri che spaziano dal mare alla terra.

“La manifestazione – spiegano il maître Basilio Papa e lo chef Luca Zannoni, docenti presso l’Istituto Alberghiero “P. Artusi” e organizzatori della kermesse – si prefigge lo scopo di promuovere l’espressione dell’arte culinaria all’interno di una più ampia esperienza culturale, in cui l’arte della tavola e le espressioni artistiche della pittura, della scultura e della scena scoprono origini affini e mondi comunicanti, poiché alla base di ognuna di queste arti ci sono ispirazione, dedizione, creatività, un pizzico di disciplina ma soprattutto cuore e passione”. Durante l’intera rassegna, realizzata con il patrocinio del comune di Forlimpopoli e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è stata costante la presenza di un pubblico molto numeroso che ogni sera ha gremito la grande sala dei ricevimenti dell’Istituto, sedotto dai piatti stellati e dalle altre espressioni artistiche in mostra. Non solo, per la prima volta, tanti ospiti sono rimasti in lista d’attesa, non riuscendo a trovare spazio in sala.

In più, “quest’anno – continuano gli organizzatori – la kermesse ha acquisito un tratto più coinvolgente e interattivo grazie alle performance teatrali che hanno svolto la funzione di intermezzo e di cornice alle delizie del palato, contribuendo alla grande convivialità di ogni serata. È compito del Dirigente Scolastico, Giorgio Brunet, dare l’arrivederci alla prossima edizione targata 2020, non prima però di sottolineare la forte valenza didattico-formativa dell’iniziativa che “ha consentito ai nostri studenti, futuri professionisti dell’ospitalità alberghiera, di affiancare gli chef stellati nei diversi stadi della preparazione dei piatti, imparando da loro i trucchi del mestieri e facendo esperienza di team building. In più, la manifestazione negli anni ha avuto anche lo scopo di raccogliere fondi per le varie attività didattiche e i laboratori dell’Istituto, confermando il dialogo e la sinergia tra la comunità scolastica e il territorio”.

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