Istituto Oncologico Romagnolo orfano del papà Dino Amadori: garantita la continuità nel segno del prof

La rappresentanza e la firma passano al vicepresidente anziano, Domenico Scarpellini, che ha accettato con grande senso di responsabilità il nuovo incarico

Mercoledì si è riunito nella sede di via Andrea Costa il consiglio d’amministrazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo in assemblea straordinaria, convocata a fronte dell’improvvisa scomparsa del suo presidente, Dino Amadori. Per l’occasione erano invitati a partecipare anche i rappresentanti del Consiglio direttivo dell’Associazione Volontari e Amici dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Dopo un sentito, commosso ricordo dell’opera del fondatore dello Ior si è preso atto, come da norme statutarie, che la rappresentanza e la firma passano al vicepresidente anziano, Domenico Scarpellini, che ha accettato con grande senso di responsabilità e con il pieno e convinto sostegno di tutto il consiglio, confermando la perfetta continuità con il mandato e l’opera del prof Amadori, suo grande amico.

"Dopo esserci presi qualche giorno per elaborare una notizia che ci ha lasciato profondamente sconvolti e affranti, come il professor Amadori avrebbe voluto ci siamo rimessi al lavoro senza perdere un minuto affinché l’Istituto Oncologico Romagnolo, la sua creatura prediletta, proseguisse la preziosa attività al fianco delle oncologie del territorio e dei pazienti che soffrono", ha affermato il direttore generale Ior Fabrizio Miserocchi al termine dell’assemblea, culminata con un minuto di raccoglimento ed un ultimo sentito applauso all’ex direttore scientifico emerito Irst Irccs.

"La situazione sanitaria attuale d’emergenza, d’altronde, coinvolge anche le attività dei volontari che operano al fianco delle persone che si recano ogni giorno in ospedale per sottoporsi alle necessarie terapie - ha aggiunto Miserocchi -. Il nostro caro presidente era abituato a lanciare grandi sfide affinché, come diceva sovente lui stesso, "questo sia effettivamente il secolo in cui il cancro subirà un colpo decisivo". Oggi ci accorgiamo quanto profondamente avesse già tracciato per tutti noi la via da seguire per vincere queste sfide. Uniti continueremo dunque la nostra attività sul solco di quanto ci ha insegnato, a partire dalla costruzione a San Cristoforo del Prime Center, una struttura che il professor Amadori ha fortemente voluto e che rappresenterà il suo ultimo, ennesimo regalo alla Romagna che lotta contro il cancro". 

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