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Tassa sulla tassa nella bolletta dei rifiuti, arriva la beffa

La Tares non prevede l'Iva, ma per i cittadini non ci saranno risparmi mentre le imprese pagheranno addirittura di più. Mobilitazione del Comune di Forlì

La tassa sulla tassa, vale a dire l'Iva applicata sulla tariffa dei rifiuti è stata a lungo al centro di polemiche, in quanto la Corte di Cassazione l'ha bocciata, ma di fatto il Governo non aveva soldi per i rimborsi. Hera l'ha sempre applicata in quanto la multiutility ha sempre spiegato di non avere avuto indicazioni da parte dello Stato di non riscuoterla, e in questo caso agisce come sostituto d'imposta, vale a dire incassa l'Iva per girarla direttamente all'erario pubblico.

In questa situazione di stallo sono partite, intanto, le cause collettive per richiedere i rimborsi dell'Iva indebitamente pagata. Ora, con l'arrivo della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi si taglia la testa al toro, e chiaramente non a favore dei cittadini, bensì dello Stato. La beffa è che l'Iva andrà pagata. Con la nuova riqualificazione della tassa, infatti, l'Iva andrà versata, almeno fino a quando la Corte di Cassazione non la bocci di nuovo.

LA BEFFA PER I CITTADINI

Lo illustrano gli assessori comunali Alberto Bellini (all'Ambiente)  ed Emanuela Briccolani (al Bilancio), che dicono in una nota: “All'interno del decreto salva-Italia (201/2011) è prevista, a far data dal 1° gennaio 2013, l'istituzione della Tassa rifiuti e servizi (TARES). L'istituzione di questo tributo chiarisce in maniera definitiva  l'ambito dell'applicazione dell'IVA al servizio rifiuti. Infatti, la tariffazione del servizio rifiuti, a seguito di sentenze della Corte Costituzionale e interventi normativi è rimasta sospesa tra natura tributaria e natura di corrispettivo. La TARES è un tributo e quindi come tale non prevederà l'applicazione dell'IVA”.

Fin qui sembrerebbe una buona notizia. Poi viene la beffa: “Tuttavia, per il privato cittadino i costi del servizio rifiuti non diminuiscono, in quanto il gestore fatturerà al comune (o alle autorità) il costo del servizio con IVA. Per il Comune l'IVA rappresenta una componente di costo, dal momento che non può essere detratta, e quindi il costo complessivo per il cittadino sarà invariato”.

 

RIFIUTI PIU' COSTOSI PER LE AZIENDE.

Ancora peggio per le aziende: “Viceversa, per le attività non domestiche il costo del servizio aumenterà, in quanto il costo sarà complessivo anche della quota di IVA, che precedentemente veniva esplicitata in fattura, e quindi poteva essere detratta. E' auspicabile un intervento normativo sull'applicazione dell'IVA ai servizi legati al ciclo integrato di gestione rifiuti per ridurre l'impatto di questo tributo sulle attività domestiche e non domestiche. Inoltre, la TARES contiene anche una addizionale di imposta di 0.3 euro/mq  a copertura di altri “servizi indivisibili”, che costituirà un gettito per lo stato di circa 1 miliardo di euro, oltre 2.6 milioni di euro per i cittadini del comune di Forlì. Tale addizionale inciderà in modo significativo sul costo complessivo, con un aumento di oltre 20% per ogni utenza domestica, e ancora maggiore per le utenze non domestiche. Tale addizionale sarà riscossa dalle amministrazioni locali o dai gestori dei servizi, ma sarà interamente devoluta allo Stato”.

 

LE PROPOSTE

Quindi l'Amministrazione comunale di Forlì ha proposto una serie di emendamenti, attraverso ANCI e Alessandro Bratti, responsabile Forum Ambiente PD Emilia-Romagna, per realizzare tre importanti modifiche:
1) Lasciare ai Comuni la possibilità di modulare l'applicazione della addizionale, riducendo l'aliquota in base alla tipologia di immobile (residenziale, produttivo, commerciale, …) e alla composizione del nucleo familiare (reddito e numero dei componenti). Lo scopo di questi emendamento è di evitare una applicazione dell'addizionale omogenea per tutti, che porterebbe a penalizzare i redditi più bassi.
2) Stabilire meccanismi per premiare chi adotta comportamenti virtuosi, in termini di raccolta differenziata e produzione rifiuti, anche dove non è applicata la misurazione puntuale della quantità di rifiuti prodotti, attraverso analisi statistiche della qualità dei rifiuti prodotti.
3) Possibilità di ridurre il gettito complessivo che i comuni devolvono allo stato (2.6 milioni per Forlì), nel caso in cui il comune sia virtuoso rispetto ai parametri dei fabbisogni standard relativi alla gestione del territorio e dell'ambiente, che verranno definiti in attuazione delle normative sul federalismo fiscale. Alternativamente, si propone una proroga per l'attivazione del nuovo tributo dal 2014.

L'applicazione del tributo alle attività produttive che producono rifiuti assimilati impone anche una riflessione sulla assimilazione, che è molto ampia nel nostro territorio. L'addizionale sarà infatti dovuta anche dalle attività produttive del territorio forlivese che producono rifiuti assimilati per oltre 900.000 euro. Ridurre l'assimilazione significa responsabilizzare le aziende ad una gestione più attenta al recupero e riciclo dei rifiuti prodotti, che spesso sono monomateriale e quindi già differenziati, anche attraverso strumenti quali la simbiosi industriale, che consentirebbe di "scambiare" gli scarti tra aziende, qualora quelli prodotti da una azienda possano diventare materie prime seconde per un'altra.

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