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Martedì, 25 Giugno 2024
Coldiretti

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa, primato per la provincia di Forlì-Cesena: dalla frutta ai cappelletti, le specialità riconosciute

Spicca proprio all'inizio della distribuzione regionale, seconda solo alla provincia di Piacenza, la posizione di Forlì-Cesena con un numero di 98 denominazioni riconosciute

"L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con il taglio record in un decennio del 20% sull’uso dei pesticidi che al contrario aumentano in Francia, Germania e Austria". Lo rende noto la Coldiretti in occasione della giornata mondiale della sicurezza alimentare dell’Onu sulla base dell’ultimo report Eurostat che registra invece un aumento del 6% in Francia che si contende con l’Italia il primato agricolo nell’Unione Europea. "Il risultato per i consumatori è che i cibi e le bevande stranieri sono sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy con il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari che è stato pari al 5,6% rispetto alla media Ue dell’1,3% e ad appena lo 0,9% dell’Italia", secondo l’analisi della Coldiretti su dati Efsa.

Ulteriore dato interessante emerge dal primo Dossier verità sulla “carne Frankenstein presentato da Coldiretti/Ixe’ in occasione dell’inaugurazione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti, a Villa Miani a Roma lo scorso novembre: il 95% degli italiani non mangerebbe mai carne sintetica se questa arrivasse sul mercato, con una bocciatura quasi plebiscitaria per la bistecca fatta in laboratorio da cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino, rompendo il legame con la naturalità del cibo. "Interrogati sui motivi principali per i quali bocciare la bistecca fatta in laboratorio gli italiani – spiegano Coldiretti/Ixe’ - mettono in cima il fatto di non fidarsi delle cose non naturali (68%), mentre al secondo posto ci sono i consistenti dubbi sul fatto che sia sicura per la salute (60%). Rilevante anche la considerazione che la carne artificiale non avrà lo stesso sapore di quella vera (42%) ma c’è anche chi teme per il suo impatto sulla natura (18%) e chi fa notare, soprattutto tra i vegetariani e i vegani, che si tratta comunque di prodotti ottenuti dagli animali, peraltro con sistemi particolarmente cruenti".

"Oggi l’agricoltura italiana è la più green d’Europa, con 316 specialità Dop-Igp riconosciute a livello comunitario e 526 vini Dop-Igp, 5333 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 80mila operatori bio. "Al quarto posto della classifica nazionale  – sottolinea la Coldiretti – si posizionano l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (384), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Puglia che può contare su 311 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni. La ventunesima revisione annuale convalida 398 denominazioni dei prodotti emiliano romagnoli, tra cui 12 tra bevande analcoliche, distillati e liquori; 47 carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione; 3 condimenti; 12 formaggi; 58 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; 178 tra paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria; 74 prodotti della gastronomia (piatti composti); 8 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi e infine 6 prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)".

Spicca proprio all’inizio della distribuzione regionale, seconda solo alla provincia di Piacenza, la posizione di Forlì-Cesena con un numero di 98 denominazioni riconosciute: esempi significativi sono il Raviggiolo, lo Squacquerone, la salsiccia matta, il castrato, cappelletti romagnoli, crescione romagnolo, ciliegia di Cesena, fragola romagnola e tanto altro ancora. “Non possiamo che essere felici di vantare questo primato rispetto a produzioni che tanto caratterizzano il nostro territorio e la nostra cultura - evidenzia il presidente della Federazione Provinciale di Forlì-Cesena Massimiliano Bernabini -. Un bagaglio che tramandiamo alle future generazioni”.

"A preoccupare in questo momento - puntualizza Bernabini - rimane però, il pericoloso tentativo di strumentalizzare gli effetti della guerra per ridurre le garanzie qualitative e di sicurezza degli alimenti ma anche la trasparenza dell’informazione ai consumatori, con la richiesta di deroghe alla legislazione vigente, dall’innalzamento dei limiti massimi ai residui chimici presenti negli alimenti introdotta in Spagna per alcuni principi attivi alla richiesta di utilizzo degli ogm non autorizzati, fino alla possibilità di utilizzare olio di palma in sostituzione di quello di girasole senza indicarlo esplicitamente in etichetta, concessa con una circolare dal Ministero dello Sviluppo economico in Italia".

"L’Italia non può accettare passi indietro sulla sicurezza alimentare che mettono a rischio la salute dei consumatori ma anche la competitività del Made in Italy”, conclude Bernabini nel sottolineare che "i primati del made in Italy a tavola realizzati grazie a 730mila imprese agricole sono un riconoscimento del ruolo del settore agricolo per la crescita sostenibile del Paese".

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