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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

L'Ail di Forlì-Cesena terza in Italia per cure domiciliari, i nuovi progetti finanziati con il "5 per mille

Compie 21 anni il prezioso servizio di assistenza domiciliare partito nel 2001 dell'Ail di Forlì-Cesena, l'Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma

Compie 21 anni il prezioso servizio di assistenza domiciliare partito nel 2001 dell'Ail di Forlì-Cesena, l'Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma. Come ogni anno il 21 giugno l'Ail celebra la "Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma". L'occasione è stata quella per ricordare il presidente recentemente scomparso Gaetano Foggetti e per illustrare i risultati di uno studio condotto da Ail Nazionale sulla valutazione dell'impatto sociale nell'anno 2020 delle Cure domiciliari ematologiche, che vede la sezione Forlì-Cesena al terzo posto in Italia. Sono infatti 137 i pazienti seguiti a casa, numeri superati solo da grandi metropoli come Bologna (219 pazienti) e Roma (188 pazienti). “Il tutto in un anno per niente facile, quello del Covid, che ha visto molti operatori sanitari anche ammalarsi per continuare a prestare la loro opera”, spiega il vicepresidente Luciano Guardigni. 

L'Ail provinciale ha raccolto in 20 anni risorse per 1 milione e 130mila euro dal 5 permille. Questo ha permesso di rendere disponibili dei medici sia a Forlì che a Cesena per realizzare una serie di progetti, tra cui sicuramente centrale è l'assistenza domiciliare, sostenuto anche dall'Ausl Romagna, che mette a disposizione il personale infermieristico. “Le case sono meglio dell'ospedale se c'è l'assistenza di un medico e di un caregiver”, spiega la responsabile del progetto Nives Lombini. 

Ed ora l'Ail programma i nuovi progetti di assistenza, sempre finanziati con le risorse del 5 per mille. Particolarmente prezioso si sta rivelando il servizio di Psiconcologia, seguito da Luisa Del Nibletto. “Dopo tre anni di servizio non domiciliare, il servizio va nelle case dei pazienti, sia per sostenere i malati, ma anche le loro famiglie che normalmente non lascerebbero i famigliari a casa per risolvere un loro problema”. In queste sedute, nei momento finali, lo specialista psicologo affronta il tema “dell'accompagnamento al lutto, parlando della morte in modo sereno”. Altri progetti dell'Ail riguardano infine l'ematologia di cui, conclude Guardigni, “l'Irst di Meldola sta sviluppando sempre di più la ricerca”.

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