Martedì, 16 Luglio 2024
Diocesi / Meldola

"L’apostolo degli ammalati": 25 anni fa la scomparsa di Maria Nanni

Giovedì a Meldola, rosario e messa presieduta dal vescovo Corazza in ricordo dell’artefice diocesana del movimento ecclesiale internazionale Centro Volontari della Sofferenza, sorella Maria Nanni, a 25 anni dalla scomparsa

Il primo giugno 1997, all’ospedale “Morgagni” di Forlì moriva sorella Maria Nanni. L’artefice diocesana del movimento ecclesiale internazionale Centro Volontari della Sofferenza sarà ricordata giovedì all’ex seminario di Meldola, in via delle Caminate 2, struttura che dall’ottobre scorso porta il suo nome, alla presenza di decine di aderenti del Cvs provenienti da tutta la Regione. Alle 15 sono in programma la recita del Rosario e alcune testimonianze, seguite alle 17 dalla celebrazione della santa messa, presieduta dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza.

“Ascolteremo da chi l’ha conosciuta - si legge nell’invito alla giornata - il ricordo della sua bellezza spirituale ed il suo impegno per la promozione della persona sofferente”. Sorella Maria ha consacrato la sua vita nell’Associazione dei Silenziosi Operai della Croce, per diffondere il superamento delle barriere architettoniche e mentali e permettere a chi soffre di sentirsi parte attiva nella chiesa e nella società.

“Si chiama Maria come la madre di Gesù – testimonia il suo figlio spirituale don Roberto Rossi, parroco di Regina Pacis e come la Nanni nativo di Voltre di Civitella - ed è Lei il modello al quale ha cercato di conformarsi, vivendo, soprattutto nel silenzio, la consacrazione al Suo Cuore Immacolato”. Alla tenera età di quattro anni Maria si ammala di poliomielite, malattia che segna il suo corpo e la sua persona. Nel 1938 va a Lourdes con l’Unitalsi: “Andai per chiedere la guarigione perché mi sentivo emarginata, senza prospettive. Ma la Madonna mi ha fatto un miracolo molto più grande: mi ha donato il sorriso, che da allora non è mai venuto meno”.

Nel 1947, attraverso la radio, conosce i Volontari della Sofferenza fondati dal beato piemontese mons. Luigi Novarese. E’ una realtà, oggi diffusa in varie parti del mondo, che si propone di valorizzare le persone sofferenti e l’attività del malato stesso, “che non deve sentirsi oggetto di carità, ma soggetto di azione”. In questo movimento, Maria trova la sua seconda famiglia: comincia il suo apostolato coi bambini della parrocchia, ai quali fa catechismo. L’ 11 febbraio 1951 è tra le nove sorelle che formano il primo gruppo delle Silenziose Operaie della Croce, con la professione dei voti evangelici. “Fece sue le preoccupazioni del Fondatore – continua don Roberto - trovare mezzi per la costruzione della Casa di Re, ma, soprattutto, per diffondere l’apostolato del CVS nelle diocesi della Romagna, dando vita a tanti gruppi d’Avanguardia”.

La donna dal sorriso, pur nell’infermità, gira ovunque per portare il messaggio “Dove c’è la croce c’è la Speranza”. A chi si rallegrava delle sue parole profonde, diceva con semplicità di avere solo il diploma di terza elementare, l’unico che poteva conseguire nella scuola del suo paese, dove veniva portata a braccio dalla mamma. “Seguono anni per lei molto intensi nelle varie diocesi della regione – continua don Rossi - da Forlì a Cesena, Rimini, Ravenna, Imola”. Negli anni Sessanta comincia a pensare ad un presidio spirituale e formativo per i malati, da realizzarsi direttamente in Romagna. Partono allora le trattative per avere in comodato dalla Diocesi la Villa del Seminario di Meldola: la Casa Nostra Signora di Fatima viene inaugurata il 19 giugno 1981.

E’ una struttura che precorre i tempi con l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche e testimonia l’inserimento attivo del diversamente abile nella Chiesa e nella società. Dal 1987, il monumentale edificio in stile razionalista è sede del Centro socio-riabilitativo diurno, in grado di accogliere una trentina di giovani con ridotte capacità motorie o psichiche. Nel novembre 2004, il servizio si è arricchito di un gruppo-appartamento per persone non autosufficienti. Dall’agosto 2021, in seguito alla partenza da Meldola e dalla Diocesi delle suore Silenziose Operaie della Croce, la conduzione dell’intero servizio è stata assunta dalla Cooperativa sociale “Abbracci” di Forlì.

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