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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

L'appello dell'Ausl ai sanitari non vaccinati: "Avete visto le conseguenze peggiori che il virus comporta"

In Romagna, in media, ha ricevuto almeno una dose dei vaccini, o dose unica, l’82% dei cittadini. Il Forlivese è all’84%

In provincia di Forlì-Cesena sono 12.591 i cittadini che hanno potuto usfruire della terza dose di vaccino anti-covid-19. Il dato è aggiornato al primo novembre. Le prime dose, comprese quelle uniche, inoculate nei centri vaccinali della provincia sono 301.506, mentre le seconde 267.861. Le dosi somministrate dai medici di medicina generale sono 26.496. In Romagna, in media, ha ricevuto almeno una dose dei vaccini, o dose unica, l’82% dei cittadini. Il Forlivese è all’84%, percentuale invariata rispetto al bollettino precedente, mentre l’83% ha completato il ciclo ed è potenzialmente immune. E' stata registrata una lieve crescita nelle somministrazioni nella fascia d'età 12-19 anni, passata dal 71 al 72%, e in quella 40-49, dl 79 all'80%.

Nel periodo dal 23 settembre al 20 ottobre l’incidenza dei ricoveri in ospedale per Covid è stata di 6,9/10.000 nei non vaccinati, rispetto a 1,4 nei vaccinati. "I dati, forniti dal "Rapporto Monitoraggio dell’impatto della campagna di vaccinazione sulle infezioni da Covid-19 in Emilia Romagna", aggiornati al 26 ottobre, evidenziano ancora una volta come anche in Romagna, il rischio di contrarre il virus per i non vaccinati sia di circa 3 volte maggiore rispetto ai vaccinati e 5 volte maggiore di essere ricoverati. Questi dati elaborati e ricavati da analisi di più lungo periodo, descrivono bene nero su bianco di cosa stiamo parlando, evidenzia il direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Mattia Altini.

"Ecco perché l’esortazione continua ad essere la stessa - conclude -. Non siamo più nella fase in cui mancava il vaccino. Ora i vaccini ci sono e i tempi per effettuarlo veloci. Invitiamo quindi tutti i soggetti, invitati in questa fase alla vaccinazione, a non esitare o attendere. I mesi invernali che ci aspettano sono impegnativi dal punto di vista della circolazione del virus e soprattutto delle condizioni favorevoli per sviluppare l’infezione". Continua a crescere il numero di dipendenti dell’Ausl Romagna sospesi perché non vaccinati, da 202 a 219: 15 sono dirigenti (+1), 181 appartengono ad altri settori non specificati (+14), 23 lavorano in convenzione con l’azienda sanitaria (+2), circa un 1% del totale. Da Altini quindi "un invito preciso agli operatori sanitari, che hanno toccato direttamente con mano le conseguenze peggiori che il virus comporta".
 

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