Cronaca

L'appello di Fridays For Future: "No alla riattivazione della Cava di Magliano"

Fridays For Future Forlì interviene in seguito al grido d’allarme lanciato da Legambiente, in merito alla prossima approvazione del nuovo Piano Comunale delle Attività Estrattive

Fridays For Future Forlì interviene in seguito al grido d’allarme lanciato da Legambiente, in merito alla prossima approvazione del nuovo Piano Comunale delle Attività Estrattive da parte del Consiglio Comunale di Forlì.

"Il fatto che il piano preveda addirittura la ripresa dell'estrazione di inerti proprio all'interno del sito d’interesse comunitario (SIC) di Magliano, passando sopra pareri, atti e delibere provinciali e regionali, ci ha lasciato increduli. Purtroppo, la documentazione che abbiamo potuto consultare non ci ha tranquillizzati. Nei fatti, il piano va contro dei pareri provinciali e regionali, anche se non sembrano essere vincolanti. Forse però la delibera n° 1419 (del 2013) della regione lo sarebbe. Per la cava situata nell’oasi di Magliano, effettivamente il piano prevede la riattivazione per il totale di 12.025 mc. Complessivamente alle 6 cave in oggetto, sì dà l’autorizzazione per l’estrazione di 2.500.000. mc di inerti, un’enormità nei confronti dei quali quelli di Magliano sembrano davvero irrisorie".

"Ricordiamo che l'Oasi di Magliano è un sito di interesse comunitario, nominato dalla Regione su bandi europei che istituiscono tali zone. Il sito è ubicato ai bordi del fiume Bidente fra Forlì, Forlimpopoli e Meldola. Vi sono laghetti formati da ex cave popolati da varie specie di uccelli e la vegetazione propria delle zone umide dà luogo ad una grande biodiversità". 

"A questo punto- prosegue Fridays For Future -  teniamo a ricordare uno degli obbiettivi della famosa Agenda 2030, di cui la nostra amministrazione si sta facendo promotrice:  L’ obiettivo 15 dal titolo “la vita sulla Terra” stabilisce che bisogna proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre e quindi, fra le altre cose “intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli ambienti naturali, arrestare la distruzione della biodiversità e (entro il 2020!) proteggere le specie a rischio di estinzione.” Secondo noi, sarebbe alquanto contradditorio, andare contro questo obiettivo, dando dei permessi di estrazione all’interno di un SIC, e sensibilizzare allo stesso tempo la cittadinanza agli obiettivi dell’Agenda 2030".

"Chiediamo - concludono da Fridays For Future - quindi ai nostri rappresentanti politici di essere coerenti con gli impegni presi. Facciamo appello a tutti i consiglieri comunali affinché non approvino l’attuale bozza del nuovo Piano Comunale delle Attività Estrattive e venga elaborato un documento nuovo che tenga conto del periodo storico in cui ci troviamo e quindi dell'esigenza di rispettare gli obiettivi e i principi che la stessa comunità mondiale si è data per garantire un futuro alle giovani generazioni (agenda 2030), in armonia col pianeta".

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