L'assessore regionale Priolo in visita alla diga di Ridracoli. Focus su possibili nuovi invasi

Nel corso dell’incontro, la società ha presentato all’assessore due dei progetti più importanti a cui sta lavorando da tempo: quello dedicato alla possibile progettazione di nuovi invasi in Romagna per affrontare, nel lungo periodo, problemi di siccità

Romagna Acque ha ospitato venerdì pomeriggio a Ridracoli l’assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, accompagnata dai dirigenti regionali Cristina Govoni e Paolo Ferrecchi. La delegazione è stata accolta dal presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè: nel primo pomeriggio si è svolta una visita alla diga di Ridracoli, con una passeggiata sul coronamento e l’illustrazione della strumentazione della casa di guardia, a cura di Piero Lungherini e Fabrizio Cortezzi di Romagna Acque.

Poi la delegazione si è spostata all’interno dell’Ecomuseo “Idro”, dove era programmata una riunione tecnica alla quale hanno partecipato diversi altri stakeholder territoriali: la consigliera regionale Lia Montalti; i sindaci di Bagno di Romagna, Marco Baccini (col vicesindaco Enrico Spighi), e Santa Sofia, Daniele Valbonesi; il professor Armando Brath del Dicam dell’Università di Bologna; il professor Riccardo Santolini dell’Università di Urbino; Samir Traini di Ref Ricerche di Milano; il presidente della coop. Atlantide, Massimo Gottifredi, oltre a diversi responsabili di servizi interni a Romagna Acque.

Nel corso dell’incontro, la società ha presentato all’assessore due dei progetti più importanti a cui sta lavorando da tempo: quello dedicato alla possibile progettazione di nuovi invasi in Romagna per affrontare, nel lungo periodo, problemi di siccità dovuti ai cambiamenti climatici (illustrato dal professor Brath, e da Gilberto Forcellini e Alberto Vitali di Romagna Acque); e quello relativo ai costi ecosistemici e alla possibile retribuzione in tariffa da parte dell’utenza (illustrato dal professor Santolini, da Traini di Ref e da Stefania Greggi di Romagna Acque). Due tematiche importanti e delicate, su cui Romagna Acque si muove da tempo con studi già avanzati e importanti collaborazioni accademiche (per quanto riguarda i costi ecosistemici, fa parte del progetto anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa).

"E’ nostra abitudine, su tematiche relative alla risorsa idropotabile e alla sua gestione, muoverci anche in anticipo rispetto alla definizione normativa: per cercare di fornire contributi qualificati e fattivi al dibattito, grazie alla nostra esperienza più che cinquantennale sul territorio - ha detto il presidente di Romagna Acque, Bernabè, introducendo gli interventi -. Le nostre proposte sono una base per aprire il confronto ed il percorso: abbiamo invitato oggi la Regione proprio perché ne riconosciamo il ruolo strategico in funzione delle scelte da programmare oggi per generare opportunità per il territorio, ed evitare i potenziali rischi futuri che potrebbero venire generati dai cambiamenti climatici".

"Gli stimoli ricevuti oggi sono chiari e per noi fondamentali, a maggior ragione in una fase come l’attuale, in cui stiamo cercando di mettere in fila e di coordinare gli interventi strategici prioritari per quanto riguarda il territorio regionale - ha sottolineato in chiusura l’assessore Priolo -. Nei prossimi mesi seguiranno ulteriori incontri che porteranno a una maggiore definizione delle operazioni da mettere in atto nei prossimi anni".

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