L'ingresso di don Carlo Guardigli: festa nella parrocchia di San Paolo-Cappuccinini

Classe 1954 e sacerdote dal 1978, succede a don Gabriele Pirini dopo ben 14 anni trascorsi alla guida pastorale di San Giuseppe Artigiano

Domenica di festa per la parrocchia di San Paolo-Cappuccinini, che ha visto l'ingresso di don Carlo Guardigli. Classe 1954 e sacerdote dal 1978, succede a don Gabriele Pirini dopo ben 14 anni trascorsi alla guida pastorale di San Giuseppe Artigiano. A presentarlo ufficialmente alle nuove comunità è stato il vescovo Livio Corazza, nel corso della liturgia che si è svolta domenica pomeriggio nella chiesa di San Paolo Apostolo alla quale ha partecipato anche il sindaco Gian Luca Zattini.

Don Guardigli, oltre che continuare l’opera feconda del predecessore don Pirini, che il 22 novembre prossimo prenderà possesso del santuario bertinorese della Madonna del Lago, a San Paolo dovrà fare i conti anche con il carisma immenso dei fondatori don Mino Flamigni e don Amedeo Pasini. La comunità di via Pistocchi è da tempo assurta, non solo in città, a modello insuperabile di gratuità e di attenzione al prossimo.

Basti pensare alla vacanza di condivisione sani disabili di Borca-Sappada avviata nel lontano 1972, per continuare col Villaggio Mafalda, l’Associazione e Cooperativa “Paolo Babini”, l’Associazione “Luigi Lago” e il “Villaggio Mafalda”: sono tutti frutti concreti della profonda sensibilità per i più deboli vissuta dal duo don Mino don Amedeo. Don Guardigli, che avrà la cura pastorale di circa 7500 persone e oltre 3600 famiglie, potrà avvalersi dell’apporto dei sacerdoti don Guglielmo Giorgioni e don Thomas Tsikpe, del diacono Daniele Zattini e di vari ministri straordinari dell’eucaristia.

A San Paolo – Cappuccinini incontrerà anche le realtà di Agesci, Azione Cattolica, Caritas, Coro parrocchiale, Gruppo Sappada, Scuola materna e teatro “Don Bosco”, Centro Anziani, associazione e coop. “Paolo Babini”. Le due parrocchie sono tra loro storicamente intrecciate: San Paolo è, infatti, sorta nel 1970 per distacco dai Cappuccinini, realtà in forte espansione. L’Unità Pastorale è cresciuta nella comunione, grazie anche alla nomina di un unico parroco a capo delle due comunità e alla presenza di un solo Consiglio pastorale e di un progetto univoco, incentrato su comunità, famiglia e liturgia.

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