Cronaca

L'ultimo saluto a don Dino Zattini: "La sua fede era convinta e non superficiale"

Deceduto l’1 luglio, la camera ardente era stata allestita nella cappella in seminario a Forlì, dove si sono recate molte persone in visita, lasciando un’offerta per il sostegno del seminario che don Dino Zattini ha retto per 40 anni

In un caldo sabato pomeriggio si è concluso il viaggio terreno di Monsignor Dino Zattini, salutato con la solenne celebrazione liturgica per il funerale da tante persone e dalla comunità diocesana forlivese. Nella Cattedrale gremita di persone, nel rispetto delle norme anticovid, hanno trovato un posto a sedere tutti coloro che hanno desiderato porgere l’ultimo saluto al Vicario Episcopale emerito. Deceduto l’1 luglio, la camera ardente era stata allestita nella cappella in seminario a Forlì, dove si sono recate molte persone in visita, lasciando un’offerta per il sostegno del seminario che don Dino Zattini ha retto per 40 anni.

“La fede di don Dino era convinta e non superficiale – ha spiegato nell’omelia il vescovo Livio Corazza - il suo continuo confronto con i giovani e le scuole pubbliche lo portavano a non ignorare le domande di senso, rimesse in discussione in tutti gli anni della sua vita”. Il profilo di docente e di direttore del Liceo Linguistico Adamo Pasini è stato il primo tra quelli tracciati dal Vescovo diocesano che ha presieduto la Santa Messa esequiale: “Ci sono tanti episodi che dimostrano la vivacità culturale di don Dino – ha continuato Corazza - tante volte l’ho visto partecipare agli incontri di dialogo e di confronto e l’ho visto anche alla mostra di Dante e come avrebbe potuto mancare dopo tanto spazio dato alla vicenda tragica di Paolo e Francesca, che lo riportavano a Castelnuovo?” Il secondo profilo tracciato è stato quello dell’uomo colto, che all’amata Castelnuovo aveva dedicato tante attenzioni per la valorizzazione del sito storico della Romagna, per il quale raccolse le notizie e le informazioni in un volume “Il bene di Castenuovo” scritto insieme a Cosimo Lelli e pubblicato nel 2009. Fu un sensibile sostenitore della ricerca culturale e sollecitò la pubblicazione nel 2002 del catalogo a cura di Mariacristina Gori “Mater Amabilis”, dedicato all’iconografia mariana nella scultura della diocesi, che seguì la mostra.

“La nomina a Cavaliere della Repubblica l’anno scorso, per la sua opera di sensibilità sociale”, è stato il terzo profilo riportato. “Don Dino era un uomo di cultura, di impegno civile e sociale, di spiritualità profonda”. Nell’ultimo ritratto di don Zattini Livio Corazza ha associato l’aspetto maggiormente riconosciuto: “più di tutto il dialogo era con il suo Signore: spesso lo trovavo nella cappellina del seminario a recitare compieta”. E poi, gli ultimi aspetti: “Con grande zelo pastorale non si tirava mai indietro, serviva la Chiesa e amava la Chiesa! I vescovi Vincenzo Zarri e Lino Pizzi gli hanno affidato compiti di grande responsabilità e poi martedì scorso 29 giugno, ricorrendo il suo anniversario sacerdotale, ha celebrato la Messa alla chiesa del Corpus Domini, in continuità fin dal 15 settembre del 1984.” Infine, il ricordo alla famiglia: “Porgo qui le condoglianze alla sua famiglia, che è stata molto importante per don Dino”.

Alla Messa esequiale hanno partecipato anche alcuni sindaci dei Comuni del territorio, insieme a Gabriele Fratto Presidente della Provincia. Il primo a esprimere parole di cordoglio è stato il sindaco di Forlì Gianluca Zattini: “Quando Daniele, il nipote di don Dino,  mi ha chiesto di dire due parole dello zio ho accolto l’invito prima di tutto perché con don Dino avevo una conoscenza antica e poi perché è stata una presenza personale nelle gioie e nel dolore”. Anche per il sindaco Zattini le parole hanno tracciato il ritratto del defunto: “Don Dino era un grande sacerdote antico e moderno, potrei delineare tre parole che lo caratterizzano: il sorriso, la serenità perché riusciva a trasmetterla, il servizio perché se avevi bisogno lui c’era. È  stato vicino a tutti i preti e lascia un ricordo buono e di vicinanza per tutti: don Dino sei stato un grande e le città di Forlì e di Meldola ti devono tanto!” Roberto Cavallucci, sindaco di Meldola, ha espresso il cordoglio della città: “Cittadino illustre, uomo di fede, di carità cristiana e di cultura, Monsignor Zattini aveva Meldola nel cuore e ha servito Meldola con generosità e spirito di servizio, era un riferimento per tutta la nostra comunità. Agli Amici di Castelnuovo ha lasciato un immenso patrimonio da custodire e valorizzare, un’eredità importante che valorizzeremo. Nei miei dialoghi ho avuto la sensazione di essere al cospetto di una persona capace di rendere semplici questioni difficili e di usare garbatamente la parola”.

Daniele, il nipote, ha preso la parola per la famiglia, ringraziando il vescovo diocesano Livio Corazza e tutti i presenti: “Zio sei stato un grande – ha detto Daniele - quanto ci hai voluto bene!” La sorella Chiara ha lasciato un messaggio scritto che ha letto il fratello: “Mi mancherai tanto, il tuo sorriso era un sollievo, la generosità era grande, un grande uomo di fede e di vita, mai fuori posto un esempio da seguire!”. Tra coloro che hanno fatto visita alla camera ardente anche il vescovo della diocesi di Modena-Nonantola Erio Castellucci che ha promesso la celebrazione di una Messa sabato 17 luglio alle 19 a San Colombano.

Alla cerimonia erano presenti anche Gianfranco Brunelli Vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi e in nuovo presidente Maurizio Gardini. Tanti i messaggi di cordoglio giunti anche dal Presidente del Rinnovamento nello Spirito, il cui coro ha animato la messa esequiale che è stata trasmessa sul canale You Tube della Diocesi. Sulle note del canto alla patrona “Di vivida fiamma” il feretro è stato accompagnato all’uscita per raggiungere il cimitero di San Colombano per la tumulazione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ultimo saluto a don Dino Zattini: "La sua fede era convinta e non superficiale"

ForlìToday è in caricamento