Cronaca

La forlivese Madre Clelia Merloni sarà beata il 3 novembre

Aria di festa presso la comunità forlivese delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, residenti in corso Diaz 103, per la notizia che la fondatrice Madre Clelia Merloni sarà proclamata beata il 3 novembre prossimo a Roma

Madre Clelia Merloni, fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, sarà beatificata il 3 novembre prossimo a Roma. L’annuncio è stato dato dalla superiora provinciale, suor Maria Cristina Pievani, il 14 aprile scorso a Forlì, nell’abbazia di San Mercuriale, durante la presentazione della biografia ufficiale. La cerimonia si svolgerà a Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano e sarà presieduta dal cardinal Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi.

Da Forlì parteciperanno le suore dell’ordine presenti in corso Diaz 103, dove gestiscono la scuola materna ed elementare e nel seminario di via Lunga. La beatificazione fa seguito alla promulgazione del decreto, autorizzata lo scorso 26 gennaio da Papa Francesco, che riconosce il miracolo avvenuto nel 1957 per intercessione di madre Clelia, ovvero la guarigione da una malattia incurabile di un medico brasiliano. “Madre Clelia – afferma la superiora forlivese madre Adele Marcazzan - ha dato tutto al Signore e agli altri e siamo molto felici per questo riconoscimento verso la santità della nostra Fondatrice. Abbiamo pregato per questo e siamo state esaudite”.

Clelia Cleopatra Maria Merloni nasce a Forlì il 10 marzo 1861 da Teresa Brandinelli e Gioacchino Merloni. Orfana di madre a soli tre anni, è affidata alle cure del padre e della nonna materna. Il signor Merloni nel 1866 giunge a Sanremo, in Liguria, dove fonda una fiorente industria e passa a seconde nozze con Maria Giovanna Boeri, che circonderà la piccola Clelia di premure e di affetto. La bimba cresce manifestando un carattere capriccioso, ma energico. Per dare alla figlia un’educazione distinta, il padre, seppur lontano dalla chiesa, farà frequentare a Clelia l’Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Purificazione a Savona. Nel cuore della giovane matura una convinta vocazione religiosa. Il 14 agosto 1892 entra nella Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, fondata da don Luigi Guanella. Alla fine del 1893 Madre Clelia si ammala gravemente di tubercolosi. Il medico curante è già rassegnato alla fine imminente, quando Clelia fa la solenne promessa che, se fosse sopravvissuta alla malattia, avrebbe fondato un’opera per onorare il Sacro Cuore di Gesù. Fatto sta che, dopo una settimana, era completamente guarita.

Nel 1894, assieme a due compagne fonda a Viareggio le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, dedite all’assistenza ai fanciulli, ai bisognosi e ai migranti. Attualmente l’Istituto è presente in 14 Nazioni, con 1.200 membri. Clelia muore il 21 novembre 1930 a Roma, dove è sepolta nella cappella della Casa Generalizia. Il 18 giugno 1990 è stato aperto il processo di beatificazione e il 21 dicembre 2016 papa Francesco ha firmato il decreto per il riconoscimento dell’eroicità delle virtù, dichiarandola Venerabile. Madre Clelia si aggiunge all’elenco dei Beati della Chiesa forlivese, che già ricomprende il domenicano Marcolino Amanni, il camaldolese Ambrogio Traversari, Bonaventura Tornielli, Carino da Balsamo, Giacomo Salomoni da Venezia, Andrea da Meldola e Nicolò Solombrini. Sono ancora in corso le cause di beatificazione della dovadolese Benedetta Bianchi Porro e della bertinorese Madre Serafina Farolfi. L’ultima novità di rilievo legata a suor Clelia Merloni risale a quanto si è verificato nei giorni scorsi a Roma, durante la ricognizione della salma nella cassa funeraria: a 87 anni dalla morte, la beata forlivese è risultata intatta, come nel giorno in cui fu sepolta.

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