La vita ai tempi del Coronavirus - "Il confinamento mi ha permesso di dialogare di più con mia figlia"

"Abbiamo trovato una modalità personale per vivere tra le pareti di casa la vita portando dentro e vista da fuori la vita di chi è lontano, amici, colleghi, alunni, vicini, malati, medici"

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Ho pensato di condividere con voi , qualche aspetto prezioso, della mia esperienza personale e familiare perché credo che ascoltare, comunicare e condividere sia una modalità da alimentare, custodire e diffondere , d’ora innanzi più che mai ,per rendere umano il nostro quotidiano vivere. Questa è una occasione per farlo. In quei primi giorni non ci si voleva render conto di quel che stava succedendo ma stava succedendo e ci siamo dovuti fermare. Tutto d’un tratto precipitati qui tra le pareti di casa, tra i confini di noi stessi, del cuore, dell’anima ad abitare una casa , la nostra esteriore ed interiore e a fare i conti con l’ascolto della nostra voglia di vivere, dei  nostri sogni che con il nostro scegliere e fare quotidiano  si traducevano  nel nostro tentativo  di darvi una risposta. 

Ora siamo qui a nutrirci delle tante speranze, della voglia d’amore vicendevole e reciproco e della bellezza, che anche oggi, ogni giorno si svegliano con noi e che questa situazione surreale e pazzesca ci porta a dover gestire diversamente. Tutto questo che senso ha? .... E ci si “ritrova a trovare l’essenza “del nostro vivere ESSERCI. Questo virus che fa il tentativo di dividerci ci porta al centro dell’essenza del nostro vivere; vedere che tutti infondo avevamo e abbiamo bisogno di umanità. Di amore che si fa carezza, attenzione, ascolto cura, presenza. Stiamo vicini vicini anche se non possiamo esserlo fisicamente come prima. Abbracciamoci più forte per crescere in umanità.

Quell’umanità , che la fretta ,del produrre per vivere,  ci portava un po’ via tanto ci autocentrava, e adesso si parte da lì dai bisogni primariper comprendere che era tutto troppo di corsa e forse ci portava lontano.   Queste distanze ci mostrano ciò che conta e che per nostra fortuna i bambini, i ragazzi, gli anziani chi hanno sempre richiamato con il loro esserci: “Esserci”. Oggi abbracciamolo il nostro cuore che batteva nascosto lontano dai rumori e ora batte forte nel silenzio. Abbracciamolo e ascoltiamo cosa ci dice... trovando il modo migliore per prenderci cura dell’umanità nostra e altrui. Abbracciati a noi stessi e gli uni gli altri , insieme ,facciamoci dono con la nostra presenza.  

E allora abbiamo trovato una modalità personale per vivere tra le pareti di casa la vita portando dentro e vista da fuori la vita di chi è lontano, amici , colleghi, Alunni vicini, Malati, medici ...sentendo le emozioni contrastanti che albergano nel cuore di tutti. Questo virus , se facciamo tesoro di questo tempo e di ciò che accade ,può diventare una scuola di umanità, autoempatia e empatia per ciascuno di noi. Per capire cosa vale, cosa ci fa bene, una occasione di ascolto e consapevolezza per ri-partire con modalità nuove che partono da dentro di noi per Vivere una vita più autentica ai bisogni personali , familiari e sociali. Questo per noi uomini e per la famiglia è un tempo per comunicare di più imparando a fare i conti con le tumultuose emozioni che personalmente viviamo per imparare di noi stessi e dei nostri bisogni come di quelli altrui ,  facendoli emergere ogni uno con il proprio linguaggio. Mia figlia, 16enne sta facendo la sua fatica, tra le lezioni on-Line e la distanza dagli amici, ma vivere questo confinamento ci ha permesso di dialogare di più e sta affinato un ascolto empatico, dono impagabile.  In questo tempo ha tirato fuori pennelli e tempere e sta sperimentando una scuola di umanità . Come diceva Albert Einstein “La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza” dell’umanità.   

Ed ecco che iniziano le sue Narrazioni figurative dei vissuti del cuore umano al tempo del Covid 19 . In ASCOLTO. Dentro ad ogni casa ci sono persone con il proprio cuore che batte nascosto lontano dai rumori ... ognuno con le proprie fatiche , le proprie gioie, i propri dolori..... i propri sogni ...guardando il mondo da dentro e da fuori dalla finestra...vedere sè e gli altri  “Un senso di mistero mi invase il cuore e la mente, quella   percezione del mondo .... “.  

Monica Calbucci  educatrice, counsellor e consulente familiare e Caterina Guerrini studentessa

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