"La buona risposta alla mala movida": Confcommercio lancia la "Guida al bere consapevole"

L’iniziativa di Fipe-Confcommercio, in collaborazione con Federvini, per contrastare l’abuso di alcol, partendo da un consumo consapevole

Comportamenti inadeguati, violazione alle regole e agli orari, consumi incontrollati e poco attenti alla qualità, eccessiva facilità di accesso all’alcol. Sono alcune delle concause che stanno dietro all’esplosione del fenomeno della “movida molesta”, o “mala movida”, che caratterizza le notti di molte città italiane, in particolare nei fine settimana. Un fenomeno preoccupante che oggi, con la necessità di coniugare il ritorno alla normalità dopo i funesti mesi di lockdown, con l’osservanza delle norme sul distanziamento sociale, deve essere tenuto ancor più sotto controllo. Anche per questo Fipe-Confcommercio, in collaborazione con Federvini,  associazioni di categoria che rappresentano rispettivamente il settore della produzione di bevande alcoliche e la loro somministrazione, da sempre attive nel promuovere un approccio responsabile e moderato, hanno deciso di realizzare insieme un vademecum per un corretto approccio al bere.

"La ‘Guida al servizio per un consumo consapevole’ - spiega Andrea Zocca, presidente di Fipe- Confcommercio Forlì - analizza il fenomeno del consumo di alcol sia dal punto di vista dei pubblici esercizi, che da quello dei consumatori, e punta a diffondere una serie di buone pratiche da adottare per scongiurare eccessi e patologie alcol-correlate. Un’azione ulteriormente significativa, se si considera l’impatto negativo che i mesi di pandemia hanno determinato su tutta la filiera dell’Ho.Re.Ca., pronta a ripartire, promuovendo un modello di consumo capace di esaltare l’approccio responsabile, fatto di equilibrio, giusto apprezzamento della qualità e contrasto agli eccessi".

"Il concetto di ‘consapevolezza’ accompagna la ‘responsabilità’ per dare un segnale di impegno ragionato ed emotivamente coinvolgente - prosegue Zocca -. Non è semplicemente una questione nominalistica: consapevolezza significa essere convinti che una certa azione è giusta e porta benefici condivisi al di là di una norma o di un obbligo  imposto dall’esterno, il quale può anche non essere né condiviso né sentito. Consapevolezza significa anche costruire una sorta di feeling con il prodotto, attraverso una profonda conoscenza delle sue caratteristiche organolettiche, ed empatia verso brand affidabili e storici nonché verso i territori di provenienza, facendo così convergere elementi razionali ed emozionali".

"Con queste motivazioni - prosegue - è quindi possibile contrastare gli eccessi ed il consumo errato, attraverso la comunanza di obiettivi da parte degli operatori. Questi ultimi, grazie ad un percorso formativo in grado di accrescere la propria competenza professionale, possono giocare un ruolo centrale in un’azione sistematica di prevenzione di abitudini sbagliate, le quali impediscono di assaporare, appieno, le nostre specialità. Il ‘consapevole’ rapporto con il vino, gli aperitivi, i liquori e i distillati è quindi un elemento positivo per tutti gli attori: i produttori hanno l’obiettivo di fare accostare i consumatori ai propri prodotti facendone apprezzare le qualità organolettiche, la storia e le tradizioni ed associandoli a preziosi ed indimenticabili momenti di socialità; il tutto attraverso un servizio che esalta l’esperienza della degustazione e della convivialità".

"Il settore dei pubblici esercizi da sempre punta sulla qualità e sulla responsabilità nella somministrazione di bevande alcoliche - prosegue Zocca - con il ruolo di  principale attore per la diffusione delle buone pratiche per il bere consapevole, promotore di questo percorso virtuoso, capace, cioè, da una parte, di valorizzare la qualità e la storia delle bevande somministrate e, dall’altra, di coniugare esigenze commerciali con la responsabilità sociale in capo agli esercenti sui temi della prevenzione, sensibilizzazione ed educazione ad un consumo consapevole e responsabile. L’attenzione dei Pubblici Esercizi deve essere massima, perché il rischio è quello che diversamente si facilitino comportamenti pericolosi e dannosi per le persone e la società. Gli episodi di mala movida, certamente lontani dai valori e dagli interessi dei nostri imprenditori, sono spesso correlati alla carenza di adeguati requisiti professionali e morali, a una lotta contro l’abusivismo commerciale a volte debole e a un presidio del territorio da parte delle Forze dell’Ordine non sempre puntuale, anche per le tante incombenze che interessano la loro attività. Questi episodi finiscono poi con l’indebolire il comparto, danneggiandolo sia dal punto di vista commerciale che reputazionale".

"Siamo convinti che questa iniziativa - evidenzia il direttore di Confcommercio Forlì, Alberto Zattini - possa rappresentare una seria e ferma risposta ai fenomeni di mala movida che, peraltro, sorgono anche a causa dell’abusivismo e della presenza di attività irregolari non in possesso del know-how proprio dei pubblici esercizi, gli unici soggetti, è bene ricordarlo, ad essere abilitati alla fornitura del servizio di somministrazione di bevande alcoliche.
A distribuire la Guida a tutti gli operatori locali provvederà Fipe-Confcommercio Forlì, accompagnandola anche con la miniserie in 4 video clip, su “orari di somministrazione e vendita delle bevande alcooliche, “alcol e guida”, “alcol e minori” e il “corretto servizio”, tutti consultabile da subito su www.fipe.it".

La “Guida al servizio per un consumo consapevole di Bevande alcoliche” riporta in modo chiaro e sintetico le prescrizioni normative che gli operatori del settore sono tenuti a rispettare. Sono state realizzate anche delle tabelle alcolemiche, che per Legge devono essere esposte nei locali la cui attività prosegue oltre le ore 24 e che contiene anche la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica e la riproduzione delle quantità di bevende più comuni che determinano il superamento del tasso alcol emico per la guida in stato di ebrezza. La miniserie in 4 episodi, visibile tramite QRcode, che offre consigli operativi e tecnici diretti agli operatori del settore, da un lato e ai consumatori, dall’altro, sul corretto consumo di bevande alcoliche all’interno di un Pubblico Esercizio.

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Andrea Zocca e Alberto Zattini-2

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