Domenica, 21 Luglio 2024
Solidarietà

La comunità islamica dona indumenti estivi ai carcerati di Forlì

A comunicare il gesto caritativo, compiuto venerdì scorso presso la Casa circondariale, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk

La comunità islamica di Forlì dona indumenti estivi ai carcerati di via Della Rocca. A comunicare il gesto caritativo, compiuto venerdì scorso presso la Casa circondariale, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk. Nella bolla di consegna del vestiario, rigorosamente nuovo e appositamente comprato da un grossista di Bologna, compaiono 100 magliette mezze maniche, 60 canottiere, 40 “short” e circa 200 paia di slip.

“E’ un dono – dichiara lo stesso Ballouk – della comunità islamica forlivese a tutti i detenuti, nessuno escluso”. Alla trasmissione del materiale erano presenti la direttrice del carcere d.ssa Palma Mercurio e il cappellano don Enzo Zannoni. Il gesto di venerdì scorso è solo l’ultimo atto di un cammino di relazioni, avviato e condotto da alcuni anni dal responsabile del Centro diocesano per il dialogo ecumenico e interreligioso, don Enrico Casadio.

“Gli incontri interreligiosi di preghiera per la pace che si sono svolti negli ultimi mesi sul sagrato di San Mercuriale – dichiara il sacerdote, che dal novembre scorso è parroco a Meldola dopo 10 anni trascorsi alla guida pastorale della centralissima abbazia di piazza Saffi – hanno portato un frutto concreto di collaborazione. Circa 10 giorni fa, il nostro centro ha organizzato un incontro del vescovo di Forlì - Bertinoro mons. Livio Corazza, del direttore della Caritas diocesana Filippo Monari e del responsabile dell’Ufficio Migrantes Walter Neri, con alcuni membri del nuovo consiglio direttivo dell’associazione islamica di Forlì, che ha la sede presso la moschea di via Masetti. Tutto nasce dal fatto che il nuovo presidente dell’associazione Mohamed Ballouk, marocchino, mi aveva espresso il desiderio di collaborare, in particolare a favore dei carcerati”.

Nella Casa circondariale di via della Rocca si trovano cristiani, mussulmani, ma anche persone non appartenenti ad alcuna comunità religiosa. La settimana scorsa, presso il centro islamico di via Masetti, don Enzo Zannoni ha incontrato Ballouk, che ha così disposto l’acquisto degli indumenti, poi recapitati venerdì. La moschea di Villa Selva, cui si aggiungono gli altri luoghi di culto mussulmani presenti a Forlì, a cominciare da quello di via Fabbretti, è aperta per la preghiera personale (salat), che deve essere recitata cinque volte al giorno (all'alba, a mezzogiorno, al pomeriggio, al tramonto, alla sera). Anche per il mussulmano forlivese, il giorno più importante della settimana è il venerdì, con la preghiera comune che deve essere recitata a mezzogiorno, subito dopo il sermone sulla vita del Profeta, che in via Masetti è tenuto dall’imam Faiz Abdelkabir.

“Quando ci siamo tutti – precisa Ballouk – al venerdì arriviamo ad essere anche tre, quattrocento persone. Il sabato e la domenica, prima dell’ultima preghiera è prevista anche la lezione sulla storia del Profeta”. “Questa consegna di vestiario a tutti i carcerati è importante – conclude don Enrico Casadio – essendo l’inizio di un rapporto concreto di collaborazione e amicizia, che confidiamo possa favorire, in un momento internazionale così difficile, non solo la convivenza e l’integrazione, ma anche il superamento di tante tensioni e difficoltà nello spirito dell’enciclica ‘Fratelli Tutti’ di papa Francesco”.

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